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Il Commento

Si spengono le luci addio san siro

Di San Siro come si chiamava lo stadio voluto nel 1925 dall’allora presidente del Milan Piero Pirelli che decise di chiamarlo così in onore del quartiere in cui venne costruito, resterà il 9%

Una immagine del nuovo stadio di Milano che si chiamer� 'Generali Stadium', diffusa il 29 ottobre 2026. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++

Su il sipario. Si chiamerà Generali Stadium che suona strano, stranissimo, anche un po’ male dopo un secolo di San Siro, di Meazza, coppe e caldarroste... Ma ci si abituerà come è successo ovunque, la prima volta negli Usa in Missouri, quasi un secolo fa, quando lo Sportsman’s Park di St. Louis venne ribattezzato Busch Stadium in onore della famiglia proprietaria del birrificio della Budweiser. Poi, pian piano, sono arrivati gli altri, pezzi di storia sacrificati sull’altare degli sponsor, «naming rights» si dice oggi. A Londra l’Arsenal ha traslocato dal tempio di Highbury ed ora gioca nell’Emirates stadium così come ha fatto il Manchester City che da Maine Road si è trasferito armi e bagagli all’Etihad stadium o il Bayern Monaco che da anni gioca e vince all’Allianz Arena. Anche da noi va così: dalla Dacia Arena di Udine alla Gewiss Arena di Bergamo all’Allianz stadium della Juve che una volta giocava al Comunale. Toccava a Milano e l’ora è arrivata. Non subito: i cantieri partiranno nel 2028 e il «Generali Stadium» sarà pronto nel 2031/32, quindi ci sarà tempo per abituarsi. Ci si abitua a tutto, purtroppo. Di San Siro come si chiamava lo stadio voluto nel 1925 dall’allora presidente del Milan Piero Pirelli che decise di chiamarlo così in onore del quartiere in cui venne costruito, resterà il 9%. Nulla, «circondato» come sarà da hotel e ristoranti e infrastrutture green e smart disegnate dalle ispirate matite degli archistar. Ma quel pezzetto di curva resterà a raccontare un simbolo che, con i tram, la Scala, i navigli, la Madonnina e il panettone sono la Milano che tutti conoscono e che forse meritava qualche punto percentuale in più. Ma non è più tempo di nostalgie, di vecchie Seicento e della ragazza che tu sai. Luci a San Siro non ne accenderanno più.