Soldi in cambio di notizie riservate relative alla sicurezza nazionale. Due ex appartenenti ai Servizi segreti, da oltre dieci anni in servizio al ministero della Difesa, sono stati arrestati con l’accusa di aver ceduto informazioni sensibili alla Russia. L’indagine è coordinata dalla procura di Roma ed è stata condotta dai carabinieri del Ros. Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero intrattenuto rapporti con un funzionario dell’ambasciata russa nella Capitale, al quale sarebbero state consegnate notizie riservate riguardanti la sicurezza nazionale.
Al centro dell’inchiesta ci sono presunti passaggi di informazioni classificate e somme di denaro che - secondo l’accusa - sarebbero state corrisposte in cambio del materiale fornito. Gli investigatori stanno ricostruendo la natura dei contatti tra gli indagati e il funzionario russo, il contenuto delle comunicazioni e l’eventuale quantità di documenti o notizie trasmesse.
Come riportato da Repubblica, tra gli episodi contestati figura anche la presunta rivelazione dell’identità di alcuni agenti impegnati in attività di controspionaggio italiano. Un passaggio considerato dagli inquirenti particolarmente rilevante, perché avrebbe esposto personale operativo impegnato su dossier coperti da riservatezza. La verifica è ora affidata anche all’analisi dei dispositivi sequestrati durante le perquisizioni.
Nell’inchiesta risultano coinvolte complessivamente quattro persone: oltre ai due arrestati, sono indagati altri due dipendenti del ministero della Difesa. La loro posizione resta al vaglio degli investigatori, che dovranno stabilire se e in quale misura abbiano avuto un ruolo nella presunta rete di contatti e nella circolazione delle informazioni riservate.
Contestualmente agli arresti, i carabinieri del Ros hanno eseguito numerose perquisizioni e sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici riconducibili agli indagati. Il materiale verrà analizzato per ricostruire chat, messaggi, eventuali scambi di file e contatti con soggetti esterni. Gli accertamenti serviranno anche a verificare se vi siano ulteriori informazioni coperte da segreto finite fuori dai canali istituzionali.
L’indagine è partita da una segnalazione trasmessa dall’Aisi nel 2025. Da quel momento sono iniziati gli accertamenti che hanno portato la procura capitolina e il Ros a concentrare l’attenzione sui rapporti tra i due ex appartenenti ai Servizi - poi passati alla Difesa - e il funzionario dell’ambasciata russa. Gli inquirenti stanno ora lavorando per definire l’esatta natura delle informazioni che sarebbero state consegnate il periodo in cui i contatti si sarebbero sviluppati e l’ammontare delle somme di denaro eventualmente versate.
Un altro punto centrale riguarda la possibile compromissione di apparati dello Stato e la necessità di capire se la fuga di notizie abbia riguardato solo singoli elementi o un quadro informativo più ampio. Il caso riporta inevitabilmente alla memoria la vicenda di Walter Biot, l’ufficiale della Marina arrestato nel 2021 mentre consegnava documenti riservati a un ufficiale dell’ambasciata russa in cambio di denaro.
Crosetto: "Tolleranza zero per chi mette a rischio l'Italia. Russia agisce con traditori interni"
"Non può esserci alcuna tolleranza, a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica. La tutela della sicurezza nazionale, delle informazioni classificate e delle istituzioni rappresenta un interesse primario dello Stato e non ammette alcuna forma di cedimento". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, congratulandosi con magistratura e investigatori per l'operazione su una presunta attività di spionaggio. La Difesa - aggiunge - adotterà "ogni ulteriore iniziativa per salvaguardare l'integrità delle proprie strutture".
"Grazie a Procura di Roma e Ros, lo Stato rende evidente a tutti quale sia il reale atteggiamento della Russia nei nostri confronti. Quello che emerge con evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra latente costante, per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza.
È la punta di un iceberg gigantesco, la guerra ibrida, fatto di nemici esterni e traditori interni che sono pronti a vendere la loro nazione per soldi o per potere o per interesse personale. Oggi lo Stato ne colpisce alcuni ma lo scontro è continuo ed incessante", ha dichiarato il ministro della Difesa.