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Terrorismo, in arresto due italiani (uno convertito all’Islam) che propagandavano per Hamas

L’indagine è partita dal monitoraggio costante del web condotto dalle forze dell’ordine, che hanno individuato i profili social dei due soggetti. Trovata della droga durante le perquisizioni

Terrorismo, in arresto due italiani (uno convertito all’Islam) che propagandavano per Hamas
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Ieri a Roma e Milano i Ros hanno arrestato P.R., un romano (convertito all’islam), e D.T., un 56enne milanese per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo: propaganda per Hamas ed Hezbollah celebrazione di formazioni eversive dell’area anarco-insurrezionalista e dei suoi militanti deceduti “in azione”. Fra il materiale propagandistico poster, volantini e adesivi con slogan quali: “Anticolonialismo armato”. “Ognun* è liber* di vestire come vuole” con una donna vestita con un niqab. Fionde, passamontagna, cappucci e ancora: adesivi contro le forze dell'ordine: “Unici infiltrati nella mia vita Digos e polizia”. “Lotta armata”, “Free Palestine”, “Fuck Israel” e bandiere con la “A” iscritta in un cerchio, simbolo dell'anarchia.

Nel dettaglio, a P.R. viene contestata la condivisione di file audio e video inneggianti a Hamas, con continui richiami apologetici al feroce massacro compiuto dai terroristi islamici in Israele il 7 ottobre 2023. Ancor più complessa è la posizione di D.T., che oltre a diffondere propaganda per Hamas ed Hezbollah, esaltandone la metodologia violenta e le stragi del 7 ottobre, utilizzava i social per celebrare i militanti dell'area anarco-insurrezionalista morti “in azione”. Un network dell'odio mirato a istigare alla violenza come metodo di lotta contro le istituzioni dello Stato. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi elettronici e documenti cartacei che verranno ora analizzati a fini probatori. Inoltre, a confermare lo spessore del profilo dei soggetti coinvolti, a casa di D.T. i Carabinieri hanno rinvenuto alcune centinaia di grammi di sostanza stupefacente, insieme a tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi, farina dello stesso sacco della propaganda eversiva. Per questo motivo, l'uomo è stato arrestato anche per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Le indagini della magistratura capitolina sono partite dal costante monitoraggio del web, diventato terreno sempre più fertile per il radicalismo e per la propaganda islamica. Negli ultimi anni sono sempre di più i soggetti che attraverso il web si avvicinano a realtà estremiste, come dimostrano le indagini condotte in passato, ma sono sempre di più anche gli italiani (e in generale gli europei) che scelgono di convertirsi all’Islam e che lo fanno con l’appoggio di soggetti non sempre specchiati. Grazie all'ausilio di sofisticate attività tecniche, gli inquirenti hanno individuato diversi profili Instagram riconducibili ai due indagati, documentando la sistematica diffusione di materiale eversivo a una platea indefinita di utenti.

Questo è uno dei principali elementi all’attenzione degli investigatori, ossia la potenziale diffusione a una platea enorme di persone, le quali potrebbero essere colpite da contenuti radicali: tra questi, soprattutto, potrebbero esserci minori particolarmente sensibili che vedono in quei messaggi una soluzione ai loro problemi. È così che spesso inizia il processo di radicalizzazione.

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