Il conto delle spese sanitarie sostenute dagli ospedali di Losanna, Zurigo e Sion per i 12 ragazzi italiani feriti nell’incendio di Crans Montana ammonterebbe a un totale di 1,6 milioni di euro. La Svizzera - che nei mesi scorsi aveva addirittura fatto mandare le fatture spese alle famiglie - pretendeva che lo Stato italiano rimborsasse le somme, ma dopo l’ennesimo incidente diplomatico con relativa indignazione di Palazzo Chigi, il presidente della Confederazione elvetica, l’uscente Guy Parmelin, aveva assicurato alla premier Meloni che la questione sarebbe stata risolta con un accordo tra i due Paesi. Ma ora che Parmelin si è dimesso a sorpresa, una settimana fa, il contenzioso con Roma resta aperto e al momento non sembra esserci alcun accordo imminente. La stima della maxi parcella è stata diffusa ieri dalla svizzera Rts.
Il caso era scoppiato quando alcune famiglie avevano ricevuto dall’ospedale di Sion le fatture, anche di oltre 70mila euro per poche ore di ricovero, come nel caso del sedicenne romano Manfredi Marcucci, rimasto per 15 ore in terapia intensiva prima di essere trasferito in elicottero in Italia. «Dispiace per le dimissioni del presidente Parmelin che aveva trattato con la Meloni questo discorso e sembrava che la Svizzera si sarebbe fatta carico delle spese», commenta il padre, Umberto Marcucci che si dice «sorpreso in senso positivo» per la somma: «Se consideriamo che per Manfredi sono stati stimati 68mila franchi per 15 ore di ricovero, ma non dimentichiamo che Elsa Rubino è stata ricoverata per diversi mesi e sottoposta a miriadi di interventi e quindi probabilmente solo per lei quello sarebbe il costo. In più pensiamo a Leonardo Bove ricoverato a Zurigo e poi trasportato a Milano e ad altri ricoverati a Losanna». A Rts ha spiegato che «se mi sono fatto male in un bar a causa della negligenza di qualcuno e probabilmente di qualcuno del Comune o del Cantone, allora il minimo sarebbe che la Svizzera sospendesse la sua richiesta di rimborso, fino all’accertamento delle responsabilità».
Per ora, il Parlamento federale ha stanziato 37,6 milioni di euro per le vittime e il cantone del Vallese altri 2,5 milioni. E la Fondazione Beloved, creata ad hoc dopo la tragedia, ha un budget di quasi 26 milioni di euro. La presidente, Doris Leuthard, ha incontrato a Milano le famiglie, a cui ha assicurato di voler sostenere «le spese mediche, di supporto psicologico e fisioterapico, che non sono a carico del servizio sanitario nazionale».
Per l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, ferita nel Constellation, «non si può dimenticare che a Sion è in corso un procedimento penale nel quale sono al vaglio anche eventuali responsabilità delle autorità pubbliche svizzere. Se tali responsabilità dovessero essere accertate, sarebbe difficile accettare che il peso economico delle conseguenze di questa tragedia rimanga a carico dello Stato italiano».
