Durante la manifestazione del 22 settembre sui lungarni di Pisa - organizzata in concomitanza con lo sciopero generale proclamato dalla Usb a sostegno della Global Sumud Flotilla e di Gaza - un gruppo di vigili del fuoco ha osservato un minuto di silenzio inginocchiandosi. Tra loro anche Claudio Mariotti, in servizio da 38 anni, che ha spiegato al Corriere di aver partecipato al gesto "come gesto fatto da portatori di buona volontà dell'Unicef, perché il Corpo nazionale Vigili del fuoco è ambasciatore Unicef con un accordo rinnovato lo scorso 2024 dal sottosegretario Prisco". Ma per questa iniziativa, il ministero dell’Interno ha inviato una contestazione disciplinare a dieci pompieri, sei dei quali toscani, ritenendo problematiche le modalità della loro presenza alla manifestazione.
Sindacalista Usb e membro del Coordinamento nazionale Vigili del fuoco, Mariotti ha ricostruito così l’accaduto: "Ci siamo inginocchiati per esprimere la nostra solidarietà alle vittime, in particolare bambini, visto che nella nostra uniforme portiamo la spilla dell'Unicef e in questo genocidio sono morti migliaia di piccoli innocenti. Non c'era nessuna azione anticostituzionale. Invece, colpiscono dirigenti sindacali e lavoratori nell'ambito di uno sciopero e una manifestazione pienamente legittimati dall'agire sindacale".
Secondo il Viminale, il problema risiede nell’utilizzo della divisa durante il gesto. A questo Mariotti ha replicato che "abbiamo sempre rappresentato la nostra categoria in ogni luogo di rivendicazione indossando i nostri dispositivi di protezione individuale che ci contraddistinguono come Vigili del fuoco, così come fanno i metalmeccanici con la tuta da lavoro o i sanitari con i camici bianchi". La contestazione ministeriale, ha aggiunto Mariotti, sostiene che l’episodio avrebbe "discreditato tutto il Corpo". Le possibili sanzioni vanno dalla sospensione con taglio dello stipendio fino al licenziamento, sebbene quest’ultima eventualità sia considerata poco probabile.
Il procedimento disciplinare prenderà il via il 29 gennaio con l’audizione di un primo vigile del fuoco convocato a Roma, cui seguiranno gli altri.
Alla vigilia dell’avvio, il 28 gennaio, la Usb promuoverà nella sala Aci di via Marsala, sempre a Roma, un’iniziativa pubblica dal titolo "contro la repressione della libertà d'espressione e la militarizzazione del Corpo".