Le precarie condizioni di salute di Vittorio Sgarbi, che si trova ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, hanno riportato alta l’attenzione sulla vita del critico d’arte. Reduce da un anno difficile dovuto alla depressione, Sgarbi era tornato in pubblico lo scorso 19 settembre a Ferrara in occasione dell’inaugurazione della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky” a Palazzo dei Diamanti. Accanto a lui a Ferrara c’era la sorella minore Elisabetta Sgarbi, editrice e regista, che lo ha sempre sostenuto sia nella vita privata che in quella pubblica e che ora, in questo momento difficile, si trova al suo capezzale.
La relazione con Sabrina Colle
Dal 1998 al fianco di Vittorio Sgarbi c’è anche Sabrina Colle, compagna di vita da quasi trent’anni. Ex modella e attrice, impegnata anche lei nel campo dell’arte, Sabrina Colle conobbe Vittorio Sgarbi a un evento e da allora non si sono più lasciati. Nonostante la differenza di età e il legame vissuto fuori dagli schemi per quello status di “coppia aperta” che ha sempre fatto discutere, il critico d’arte e la compagna sono uniti da un legame profondo che Sgarbi avrebbe voluto consolidare con il matrimonio. A seguito del difficile anno vissuto dal critico d’arte fuori e dentro l’ospedale a causa della depressione, periodo nel quale Sabrina Colle gli è rimasta accanto con dedizione, il critico aveva espresso il desiderio di volerla sposare a Venezia, ma la data non era stata fissata.
I figli Alba, Evelina e Carlo
Nel corso della sua vita Vittorio Sgarbi ha avuto diverse relazioni, dalle quali sono nati tre figli: Carlo, nato nel 1988 dalla lunga relazione con l’attrice Patrizia Brenner; Alba, avuta nel 1998 dalla cantante lirica albanese Kozeta Hajdini, ed Evelina, nata nel 2000 dalla relazione con Barbara Hary. Il rapporto con Carlo, che porta il cognome della madre, è stato a lungo difficile. Nel 2011 la Corte d’Appello di Ancona ha invece riconosciuto ufficialmente la paternità di Sgarbi nei confronti di Alba. In quell’occasione il critico d’arte aveva raccontato con la consueta ironia di ritenere di poter avere almeno quaranta figli.
