Nei sotterranei di Bologna alla ricerca del porto perduto

Nei sotterranei di Bologna alla ricerca del porto perduto

Difficile da credere oggi, ma fino a 300 anni fa Bologna era una città navale. Chilometri di canali in muratura convogliavano le acque del canale Reno e del Savena tra chiuse, ponti e porti (i più antichi si chiamavano Corticella, Malalbergo e Maccagnano), fornendo energia idraulica per le attività produttive e permettendo il passaggio di migliaia di imbarcazioni cariche di merci.
Le vie d'acqua che facevano da motore dell'economia cittadina erano numerose e ramificate, si facevano largo tra i palazzi e azionavano i meccanismi di mulini, cartiere, seterie, tintorie. Poi c'era il Canale Navile, l'unico navigabile, che collegava Bologna a Ferrara da dove si raggiungevano in breve tempo i porti dell'Adriatico, come fece nel 1502 anche Lucrezia Borgia per andare sposa al duca Alfonso I d'Este. Poi però, a partire dall'800, la maggior parte delle vie d'acqua furono interrate e coperte per motivi igienici e Bologna, da città d'acqua, si è trasformata in città «terrestre», tanto che a nessuno verrebbe mai in mente di paragonarla a una piccola Venezia.
C'è voluto il lento lavoro di recupero e l'impegno di un gruppo di bolognesi appassionati per far riemergere un passato pieno di fascino. Sono i soci dell'Associazione Amici delle vie d'Acqua e dei Sotteranei di Bologna, sodalizio nato nel 1998 e presieduto dall'avvocato Antonio de Capoa, che organizzano anche tour nei luoghi più segreti della città. Grazie al lavoro di questi volontari molti luoghi della Bologna sotterranea e segreta sono tornati ad essere visitabili. Fra le molte possibili escursioni una delle più suggestive è il percorso sotterraneo lungo il torrente Aposa, a cui si accede da un condotto in piazza Minghetti, che si percorre per un tratto (tutto il tracciato coperto è lungo sette chilometri) sotto le volte medievali di mattoni in un ambiente piuttosto ampio e regala la vista dell'arcata del Ponte romano che un tempo rendeva possibile il passaggio del Decumano Massimo, antenato della Via Emilia.
Per avere un'idea di come doveva essere Bologna nei secoli passati basta affacciarsi a una finestrella sotto il portico di via Piella, in pieno centro. Si scopre così il breve tratto all'aperto del canale di Reno, che serpeggia tra le alte mura e i balconi dei palazzi dove un tempo giravano le ruote dei mulini. Ancora oggi questa zona viene chiamata canale delle Moline per via delle antiche attività dei mugnai e dei filatoi di seta e rappresenta un piccolo mondo antico che lascia incantati i turisti.
Un'altra visita suggestiva è quella all'antica Ghiacciaia della Rocca di Galliera, che serviva per conservare la neve tutto l'anno e fungeva da «frigorifero» nei secoli passati. Oggi fa parte del complesso del centralissimo hotel I Portici (in via Indipendenza, tel. 051.42185, www.iporticihotel.com) e si può ammirare su richiesta con i cunicoli che vi corrono intorno utilizzati durante la Seconda guerra mondiale come rifugio. Ed è solo uno degli oltre 100 rifugi antiaerei censiti a Bologna che si possono scoprire con visite guidate.
Accompagnati dai volontari dell'associazione Amici delle acque si scende persino nel sotterraneo del Nettuno, la galleria usata per la manutenzione dell'omonima fontana con la statua del Giambologna adiacente a Piazza Maggiore. Oppure si visitano I Bagni di Mario, detti anche cisterna di Valverde: un complesso adibito a uso idraulico, dove a una quarantina di metri sottoterra si trova una sala ottagonale ornata da bassorilievi e affreschi, tra cui i due leoni rampanti che probabilmente rappresentavano le insegne di Pio IV de' Medici di Marignano mentre ai lati della sala con l'antica cisterna in pietra partono quattro cunicoli che svelano persino bianche stalattiti calcaree.
L'ultima sorprendente scoperta si può fare in collina, salendo al Ninfeo della cinquecentesca Villa Guastavillani, oggi sede universitaria. Qui un tempo c'erano deliziosi giochi d'acqua che venivano alimentati dagli acquedotti. Ma ancora oggi si può ammirare una fiabesca sala ipogea, con migliaia di conchiglie provenienti da tutto il mondo che decorano pareti e soffitti.
Info: Associazione Amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna, tel. 051.6232255, www.amicidelleacque.org.