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Nel cantiere dell'Ia (solo) la Chiesa fa la parte del Leone

Il Vaticano è in contatto da anni con i maggiori innovatori. Ora l'enciclica si confronta anche con le teorie transumaniste

Immagine creata con Midjourney
Immagine creata con Midjourney

Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Papa Leone XIV, «sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale». È stata presentata lo scorso 15 maggio, 135 anni dopo la Rerum Novarum di Leone XIII, a cui fa riferimento per le «cose nuove» di cui si occupa. Sul nostro Giornale abbiamo aperto un dibattito: dopo le analisi di Luca Doninelli, Andrea Venanzoni e Alessandro Gnocchi, oggi l'intervento di Alessandro Aresu. Tutti gli articoli sono sul Il Vatnostro sito: www.ilgiornale.it/tag/magnifica-humanitas-176128.html.

Demis Hassabis, co-fondatore e ceo di Google DeepMind, è stato insignito dalla Santa Sede della medaglia Pio XI nel 2020, ben prima dell'esplosione di interesse per ChatGpt. Ha inoltre partecipato in precedenza alle principali discussioni vaticane sull'intelligenza artificiale, per esempio quella su "Poteri e limiti dell'intelligenza artificiale" del 2016 che ha visto anche la presenza di scienziati come Stephen Hawking e Yann LeCun. Hassabis è divenuto nel 2024 socio della Pontificia Accademia delle Scienze, riconoscimento giunto alcuni mesi prima di vincere il Premio Nobel per la Chimica.

Per comprendere l'ambiente culturale in cui emerge l'enciclica Magnifica Humanitas, può essere utile partire da quest'episodio, che testimonia l'attenzione di lungo corso della Chiesa cattolica per l'evoluzione tecnologica, nonché il ruolo del Vaticano come luogo di discussione culturale che sa arrivare sui temi prima degli altri.

Non a caso, da giorni c'è un dibattito acceso sull'enciclica nei principali podcast degli Stati Uniti che si occupano di tecnologia e sicurezza nazionale. Si potrebbe dire, con una battuta, che gli americani al posto del meme "quante volte pensi all'impero romano?" ormai hanno adottato "quante volte pensi all'enciclica?". In ogni caso, al centro c'è sempre Roma.

Con le loro iniziative, la Chiesa cattolica e Papa Leone XIV hanno chiaramente riempito un vuoto, anche per via del declino della capacità culturale dei principali Stati, nonché delle organizzazioni internazionali. Invece, la tradizione della Chiesa porta a trovare parole eloquenti e, come ha mostrato l'invito a Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, anche a instaurare un dialogo con le aziende più dinamiche e ambiziose.

Ciò avviene anche perché c'è una storia, perché la Chiesa non si muove nel vuoto. Del resto, in molte occasioni del Novecento, gli autori delle varie discipline e sotto-discipline che oggi raccogliamo sotto il calderone di moda "intelligenza artificiale" si sono confrontati col sentimento religioso. Basti pensare al padre della cibernetica, Norbert Wiener, e al saggio God and Golem, Inc., dedicato alle numerose intersezioni tra lo sviluppo tecnologico e la religione, in riferimento alla macchina che impara, alla macchina che si riproduce, e alla relazione tra uomo e macchina.

O si consideri anche l'aggettivo che uno dei padri del transumanesimo, Ray Kurzweil, indica deve indicare nel suo famoso e influente volume sull'era delle macchine: "spirituali". In quel libro, Kurzweil parla perfino del cosiddetto "modulo di Dio", l'area di cellule nervose nel lobo frontale che sembra attivarsi durante le esperienze religiose.

Anche se non sempre i suoi praticanti californiani ne sono consapevoli, ovviamente la genesi dello stesso termine transumanesimo è legata al Paradiso di Dante e all'eccezionale inventiva linguistica del nostro poeta: "Trasumanar significar per verba / non si poria".

Le stesse teorie transumaniste e post umaniste sono discusse in brevi passaggi dell'enciclica, nell'ambito del discorso più vasto sulle capacità delle macchine e sulla distribuzione del potere. Chi si occupa dell'umano, non può ignorare chi vuole oltrepassare i limiti della sua condizione, altrimenti sarebbe miope o ingenuo. Il Papa comprende come l'umanità non sia solo la delimitazione del suo confine ma la volontà di oltrepassarsi, tanto in senso laico che religioso. Appunto, transumanarsi.

La linea di confine, nella prospettiva di Leone XIV e nel rinnovamento della dottrina sociale della Chiesa, sta nel comprendere il pericolo di quella "ibridazione tra essere umano, macchina e ambiente" che segnerebbe un nuovo stadio evolutivo della specie, rispetto a cui gli altri umani sono "di seconda classe" nonché, secondo alcune di queste correnti ideologiche e filosofiche, addirittura quantitativamente meno rilevanti. Di conseguenza, gli umani di seconda classe sarebbero portatori di minori diritti rispetto agli ibridi del futuro. In questa logica transumanista, portata alle estreme conseguenze, il futuro deve mangiare il presente: chi vive oggi deve servire all'oltre di domani, che consentirà un'espansione degli eredi dell'esperienza umana superando confini cognitivi e territoriali oggi preclusi.

Nella prospettiva della Chiesa (e tanto meno per un agostiniano!), il presente non può essere mangiato dal futuro perché il confine della nostra pienezza è l'ora dell'umanità di Dio, che irrompe nella storia: il vero transumanarsi avviene attraverso Cristo, nella logica dell'incarnazione e nella pratica della relazione. In ogni caso, la ricerca dell'oltre va guardata in faccia, scandagliata, senza ritrarsi con scetticismo e indifferenza. Bisogna vivere nella storia, non separati da questi dilemmi e da questi conflitti.

Stare nella storia è stare nel cantiere. Questa è l'immagine utilizzata dall'enciclica per descrivere tanto la strada fallace di Babele quanto la paziente ricostruzione del muro attraverso la figura di Neemia. Ed è un'immagine che illustra anche in modo più tecnico la stessa filiera dell'intelligenza artificiale. Il leader dell'ecosistema, Jensen Huang di Nvidia, parla di una torta a cinque strati, composta da energia, semiconduttori, data center, modelli, applicazioni.

Possiamo immaginare e visualizzare questi strati della torta attraverso i cantieri dell'umanità al lavoro: persone, ricercatori, ingegneri, operai, aziende. Nei cantieri, emergeranno novità. Ci saranno nuove pretese e ci saranno imprevisti. Ma per essere protagonisti, bisogna conoscere ciò che accade nei cantieri.

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