Nel mirino anche società ferroviarie

Dall’Inghilterra all’Australia, dalla Francia all’Italia. La mobilitazione internazionale contro Israele non è nuova e quella italiana (che ieri ha ottenuto per la prima volta un risultato concreto) ma si inserisce in un contesto di protesta mondiale che dal 2005 chiede la fine dell’occupazione nei Territori occupati palestinesi facendo leva sul boicottaggio di prodotti, sul ritiro di investimenti e sull’applicazione di sanzioni nei confronti dello Stato ebraico. La più nota campagna a livello internazionale è stata attuata nei confronti di Veolia, società coinvolta nella costruzione del treno di collegamento tra Gerusalemme Est occupata e le colonie israeliane. La campagna ha visto coinvolti comuni di tutto il mondo, che hanno deciso di ritirare gli accordi con la compagnia in segno di protesta nei confronti del progetto ferroviario. Anche negli Stati Uniti la mobilitazione è stata forte. Tra le iniziative più recenti, il senato degli studenti dell’ateneo di Berkeley ha votato per il ritiro degli investimenti dell’università in compagnie impegnate nell’occupazione militare dei Territori palestinesi.

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