Netanyahu «Su questa barca veri pacifisti: nessun incidente»

«Gaza non sarà mai un porto iraniano». Incassato il pacifico stop alla «Rachel Corrie», la nave degli attivisti pro Palestina fermata ieri dalla Marina israeliana, il premier Netanyahu ha ribadito così la sua intenzione a mantenere in vigore il blocco navale.
Il primo ministro, in un comunicato ufficiale, si è detto anche soddisfatto dell’arrembaggio alla «Corrie» avvenuto «senza vittime». La nave, con a bordo 15 pacifisti di nazionalità irlandese e malese, era diretta a Gaza per portare aiuti umanitari. «Abbiamo visto la differenza tra un’imbarcazione di pacifisti, con cui siamo in disaccordo ma di cui rispettiamo il diritto ad avere un’opinione differente, e una portatrice di odio, organizzata da estremisti turchi adepti del terrorismo» ha affermato Netanyahu. Nella prima foto in alto si vedono i «pacifisti» della nave turca, la «Marmara», che buttano fuori bordo un soldato israeliano che era salito a bordo. Nella seconda foto invece il blitz sulla «Corrie»: la nave israeliana, quella più piccola, si accosta mentre i pacifisti a bordo si dispongono seduti sul ponte e non oppongono resistenza.
Gli Stati Uniti continuano a chiedere a Israele di rimuovere il blocco, ma intanto è circolata la notizia che sarà recuperato entro la fine di giugno il previsto vertice di Washington fra il presidente americano, Barack Obama, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, saltato martedì scorso a causa del precipitoso ritorno in patria dopo il sanguinoso attacco alla «Marmara».

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