Noi che ci sentiamo ormai sempre un po' (s)connessi

Un armadio interattivo dove è possibile stabilire un contatto multisensoriale con i capi e gli accessori di un brand, Blumarine, simbolo di una femminilità che anche dopo 37 anni mantiene la freschezza di una brezza marina. È stato così concepito lo spazio espositivo permanente che ieri sera è stato inaugurato all'interno del Museo della Città di Carpi in onore del marchio che ha reso celebre il talento creativo di Anna Molinari. La quale, insieme al compianto marito Paolo Tarabini, creò nel 1977 a Carpi una linea di moda femminile che sarebbe divenuta famosa in tutto il mondo. Legata come sempre alla sua città, la signora delle rose, come affettuosamente viene chiamata, ha curato personalmente l'allestimento in concerto con la direzione dei Musei. Il suo obiettivo è stato quello di valorizzare la componente sartoriale degli abiti, la qualità dei tessuti e la preziosità dei ricami: aspetti visivi e tattili offerti ai visitatori che, cosa rara per un museo, potranno anche toccare le creazioni. «Sono grata all'amministrazione comunale e alla direzione dei Musei per avermi dato l'opportunità di esporre le creazioni Blumarine all'interno della suggestiva cornice del complesso museale di Palazzo Pio. Un progetto importante, in quanto vi sono ripercorse le tappe storiche più significative del brand». Il museo parla degli uomini e delle donne che hanno «fatto» Carpi in 35 secoli di storia. «I personaggi di un passato più o meno recente, da Alberto Pio a Bernardino Ramazzini, da Matilde di Canossa a Manfredo Fanti, da Ciro Menotti ad Alfredo Bertesi, ma anche quelli di oggi» ha spiegato il sindaco della città Enrico Campedelli. «Non poteva mancare in questo ambito uno spazio dedicato a una delle imprese del settore moda che portano quotidianamente il nome di Carpi nel mondo. E il cui direttore creativo è una donna, Anna Molinari, che proprio da pochi giorni è stata tra l'altro insignita della Civica Benemerenza dalla nostra città e sostiene da oltre 15 anni le iniziative culturali dei Musei» ha concluso il primo cittadino.

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