Nomadi, la svolta: nuovi campi nel giro di otto mesi

Probabile svolta sull’emergenza nomadi. Entro febbraio dovrebbero essere realizzati i nuovi campi autorizzati nella capitale. Inoltre saranno chiusi, tempo 4-5 mesi, i campi di Tor de’ Cenci, via Baiardo, Foro Italico e Arco di Travertino. Questo, in sintesi, il piano del sindaco Alemanno e dell’assessore alle politiche sociali Belviso annunciato nel corso della due giorni a Bucarest. Spedizione che pare abbia definitivamente sedato le polemiche tra Romania e Italia sorte tre anni fa dopo l’uccisione di Giovanna Reggiani per mano di Romolus Mailat. «Il ricordo di Mailat - sostiene il sindaco - è ancora presente, ma chi lo ha identificato con la Romania commette un errore». E per sancire l’amicizia ritrovata ieri il sindaco di Bucarest, Sorin Oprescu, ha consegnato le chiavi della città ad Alemanno che ha ricambiato donando una lupa, simbolo di Roma, e invitando il collega nella capitale.
Sul versante dei campi nomadi, Alemanno annuncia per la prossima settimana l’apertura delle buste per l’assegnazione delle aree da parte del prefetto. È, infatti, scaduto a maggio il bando aperto anche a privati per il reperimento di aree dove allestire i nuovi insediamenti per i rom. «Questo vuol dire - spiega il sindaco - che saremo in grado di realizzare campi conformi al nuovo regolamento che abbiamo recentemente approvato. Nel frattempo abbiamo firmato un protocollo per lo sgombero dei campi di Tor de’ Cenci, via Baiardo, Foro Italico e Arco di Travertino».
Il progetto, secondo l’assessore comunale Belviso può avere tempi variabili «poiché se all’interno delle buste la commissione dovesse trovare delle strutture tipo camping in disuso, già provviste di reti primarie, l’amministrazione in seguito alla gara investirà dai tre ai cinque mesi di tempo per la realizzazione della nuova struttura, mentre nel caso in cui il terreno fosse brullo si allungherebbero i tempi e ciò dipenderà anche dalle condizioni meteorologiche. Ad ogni caso tra sei, otto mesi dall’apertura delle buste dovrebbero sorgere i nuovi campi rom».
Tra gli impegni assunti da Alemanno durante il viaggio a Bucarest anche quello di rimpatriare i romeni che intendono tornare nel loro paese per lavorare. In questo caso si studia un accordo con qualche azienda italiana in Romania. Poi sarà realizzato un ufficio-call center per la comunità romena a Roma che possa fare «da ponte» così come richiesto dal sindaco di Bucarest. Infine Alemanno si è impegnato a trovare un luogo dove i romeni che vivono nella capitale possano praticare il culto ortodosso. Come dire: si sta facendo il massimo e anche di più. Ora tocca a voi dimostrare la volontà di integrazione. Bella sfida davvero.

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