«Note stonate» sulla terrazza che ispirò la musica di Bindi

«Note stonate» sulla terrazza che ispirò la musica di Bindi

Le allusioni (e le relative suggestioni) non possono che essere musicali, da quella terrazza di Pontetto dedicata al cantautore bogliaschino Umberto Bindi scomparso nel 2002.
Perché se «l'estate sta finendo e un anno se ne va» (Righeira, 1985), in attesa di ritrovarsi tutti la prossima estate sulla «stessa spiaggia, stesso mare» (Mina, 1963) la parola d'ordine è evitare brutte sorprese quando tra dodici mesi torneranno tutti tra quegli scogli.
E così insieme a baci, abbracci e scambi di indirizzi è partita una raccolta firme per scongiurare «uno scempio ambientale in uno degli angoli più belli della Liguria», come raccontano i bagnanti riuniti in una insolita battaglia contro il Comune di Bogliasco.
Nel mirino il progetto del Municipio di realizzare, in concessione, un bar con tanto di tavolini e servizi igienici proprio su quella terrazza che forse ha ispirato la canzone «Davanti all'orizzonte» di Bindi con quel panorama che abbraccia il promontorio di Portofino da un lato e la Superba dall'altro.
Progetto che risale alla fine del 2007, quando il Comune approva il piano di utilizzo delle aree demaniali che dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno nonostante l'opposizione dei quattro consiglieri di minoranza. Ai quali in questi giorni si sono aggiunti oltre 300 nomi provenienti da tutta Italia e non solo.
«A fianco dei bogliaschini, infatti, hanno firmato lombardi, piemontesi e molti stranieri», assicura Nicoletta Peano che da quarant’anni frequenta la scogliera e con la raccolta firme ha dato voce alla protesta dei bagnanti.
Qualche nome. Come Francesco e Bruno di Palazzolo sull'Oglio, in provincia di Brescia, o Christa Draeger proveniente nientemeno che dalla Foresta Nera. Tutti a chiedere al sindaco Luca Pastorino, con una petizione che sarà spedita nei prossimi giorni, di impedire la realizzazione di «qualsiasi manufatto che ridurrebbe gli spazi a disposizione dei cittadini e dei turisti».
Senza contare che «il chiosco deturperebbe uno degli angoli più naturali e suggestivi di tutta la riviera limitandone la vista sul panorama circostante di rara e inqualificabile bellezza».
Uno spazio di «vita autentica», non teme di citare nientemeno che Heidegger Gabriella Ferrari, insegnante di Filosofia al liceo classico Da Vigo di Rapallo che definisce Pontetto un ultimo angolo di Paradiso.
«Un Paradiso da vendere», cantava lo stesso Bindi. Un paradiso che ora - lamentano i critici - rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso. E sicuramente in peggio.