Nuova stangata sul bollo auto Irpef, salta la supertassa al 45%

La maggioranza ritira gli emendamenti sull’aliquota più alta

Fabrizio Ravoni

da Roma

Scompare la sesta aliquota Irpef al 45% (o 47%) sopra i 150mila euro: la maggioranza ritira gli emendamenti che la introducevano. E scompare anche la supertassa sui fuoristrada (i Suv). In compenso, arriva una stangata sul bollo auto per ogni vettura con più di 100 kW (cioè, 136 Hp); quindi, anche sui Suv. Questa del superbollo sui fuoristrada è una tassa «carsica»: compare, scompare e ricompare di nuovo. Inizialmente era nel decreto legge, approvato con la fiducia dalla Camera e domani debutta al Senato. Poi è stato cancellata dal testo finale, con la promessa che sarebbe stata inserita nella Finanziaria, ora in discussione.
E così è stato. Con un particolare. Data la sua carsicità, la tassa non è ricomparsa solo per i Suv, ma per tutte le auto. Con il risultato che, rispetto al testo originario, l’aggravio per i fuoristrada è stato dimezzato; ed è aumentato per le berline di lusso. Anche quelle della Fiat.
«Ormai sull’argomento ce n’è una ogni ora», commenta laconico Luca Cordero di Montezemolo. «Aspetto che si capisca qualcosa», sottolinea il presidente della Fiat. Anche perché c’è la possibilità che l’incredibile storia della tassa sui Suv non sia ancora finita. «L’emendamento del governo è una proposta aperta», annuncia Alfiero Grandi. «La soglia dei 100 kW non è la nostra linea Maginot», precisa il sottosegretario all’Economia. E già si pensa a una soglia di superbollo a 120-139 Kw. «Ogni momento - sostiene Giulio Tremonti, vicepresidente della Camera e di Forza Italia - c’è una nuova tassa. Devo dire, troppe tasse». E gli artigiani di Mestre stimano che l’87% della manovra sia fatta da nuove tasse mentre solo il 13% è rappresentato da tagli alla spesa. E potrebbe non essere finita.
Infatti, per dare copertura finanziaria ai diversi emendamenti resta ancora a galla (seppure Grandi lo definisca «abbandonato») l’aumento delle imposte sui tabacchi; cioè, sulle sigarette. O sui carburanti. Per il momento, il governo, a nome del sottosegretario Nicola Sartor, annuncia un emendamento che trasferisce alle Regioni una quota del gettito delle imposte sul gasolio. E a proposito di enti locali, sempre Sartor anticipa che la riduzione dei trasferimento a carico dei Comuni scende a un miliardo e mezzo. In cambio, resta intatta la maggiore autonomia impositiva, che potrà svilupparsi attraverso tasse di scopo, applicate addizionali Ici.
Proprio mentre tutta la maggioranza dice di dover prestare maggiore attenzione ai lavoratori autonomi, in Parlamento arriva un emendamento del governo che va in direzione opposta. Scompare, infatti, l’automatismo per la compensazione Iva. L’Agenzia delle entrate potrà infatti negare l’autorizzazione alla compensazione a quei contribuenti che in passato hanno effettuato compensazioni con crediti poi dimostrati inesistenti.
L’intera Finanziaria resta, dunque, un cantiere aperto; e per usare una parafrasi del ministro dell’Economia, i deputati stanno intervenendo non solo sugli stucchi, ma anche sulle mura portanti della costruzione della manovra. Prova ne è il riordino dell’Irpef. Scompare l’aliquota al 45%, perché la maggioranza ha ritirato gli emendamenti, ma resta ancora in mezzo al guado la scelta di aumentare la no tax area a 7.500 euro per i pensionati oltre i 75 anni. Fin quando non verrà presentato un nuovo quadro completo del profilo della nuova Irpef, infatti, non possono essere introdotti meccanismi agevolativi per determinate categorie di contribuenti.
In questo cantiere aperto, c’è spazio anche per la bocciatura delle buste di plastica biodegradabili d’origine agricola. Le sponsorizzava la Coldiretti a partire dal 2010 per ridurre le emissioni inquinanti.

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