I grandi classici dell'antichità, e l'Odissea indubbiamente lo è, spesso tornano ad essere maneggiati dal grande pubblico quando arriva sullo schermo la loro versione cinematografica o televisiva. La versione televisiva prodotta nel 1968 - con Bekim Fehmiu nel ruolo di Ulisse e Irene Papas nel ruolo di Penelope - ad esempio fece da viatico alla diffusione, parlando di Italia, alla bella e innovativa traduzione di qualche anno anteriore della grecista Rosa Calzecchi Onesti. Ad accogliere in libreria l'onda di interesse per il testo omerico che sarà prodotta dal colossal di Nolan ci saranno un bel po' di saggi e di versioni dell'Odissea.
La versione più pop è fresca di stampa, pensata proprio per chi non è un esperto di greco antico ed è quella Oscar Mondadori a cura di Barbara Castiglioni e con la traduzione di G. Aurelio Privitera (pagg. 468, euro 12,90).
La prefazione di Pietro Citati ha il pregio di far capire quanta distanza ci sia tra l'Iliade e l'Odissea, uno dei motivi che ha fatto pensare agli studiosi che le due opere non siano state scritte da un singolo autore chiamato Omero. "Il mondo dell'Odissea non è più quello eroico dell'Iliade. Ad ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, alla stregoneria, all'irreale, alla favola, all'immenso; e perciò il protagonista non è una figura semplice e lineare come Achille, ma una figura cangiante, ondeggiante e intricata come Ulisse, che sa vivere sia nel mondo delle dee-streghe e della morte sia nella realtà più umile, mascherato da mendico; che si adegua a tutte le cose come il polpo si adegua alla roccia".
Altro pregio dell'edizione è il piccolo Alfabeto dell'Odissea realizzato da Barbara Castiglioni. Si va dal lemma "acqua", perché l'Odissea è in prima istanza il poema del mare alla x di Xenia, perché se c'è un concetto portante nel mondo di Ulisse è l'accoglienza dello straniero, un senso di reciprocità che lega tutti coloro che rischiano e viaggiano in un mondo selvaggio. E in mezzo tutte le voci che servono per capire il senso e la stratificazione che caratterizza uno dei poemi fondanti della civiltà occidentale. Fondamentale a esempio la voce "Questione Omerica": "Tra il 1933 e il 1935, un giovane allievo americano di Antoine Meillet, Milman Parry, si reca per due volte nei Balcani... per registrare con un magnetofono le recitazioni dei guslari, cantori di poesia eroica serbo-croata: l'obiettivo di Parry era dare conferma a un'intuizione straordinaria... che avrebbe rivoluzionato gli studi omerici...
Nei Balcani, Parry aveva osservato che i guslari non recitavano testi memorizzati parola per parola, né improvvisavano nel senso moderno del termine, ma componevano durante l'esecuzione, servendosi di un vasto repertorio di formule già pronte, perfettamente adattate allo schema metrico: è lo stile formulare che caratterizza anche i poemi omerici".
A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.