I programmi di messaggistica istantanea non conoscono crisi e continuano a diffondersi fra gli utenti di Internet, sfruttando le nuove possibilità offerte dalla telefonia mobile e il crescente interesse per la socialità, come dimostrato dal boom dei social network in Italia. Sono alcuni dei risultati evidenziati dalla nuova edizione dell'Osservatorio sull'instant messaging, ricerca realizzata da Nextplora e Microsoft Italia su un campione di 1.671 persone. Dallo studio emerge che i programmi di chat, anche da cellulare, e i social network possono essere considerati complementari, venendo incontro a esigenze diverse dell'utente. I messanger confermano la loro grande diffusione (72% della popolazione attiva su Internet) che è in crescita tra i più giovani (+6% fra i maschi 16-24enni, +3% fra le femmine che ne fanno uso frequente). La chat si afferma anche come strumento di lavoro visto che il 36% degli uomini di 25-34 anni la usa abitualmente per questo scopo. Il fenomeno più importante degli ultimi mesi è però l'utilizzo, sempre più intensivo, degli strumenti di messaggistica istantanea dal cellulare. L'indagine rivela che ben il 5% degli utenti attivi di Internet, circa 3 milioni di persone, li utilizza. Il dato è lontano dal 94% che utilizza gli sms o dal 41% che invia mms, ma mostra un enorme potenziale di crescita se si considera che il 59% del campione lo adotterebbe sicuramente, se solo costasse di meno. In generale il fenomeno social network fa registrare dati ancora inferiori a quelli dell'instant messanger sotto tutti i parametri: la frequenza di utilizzo è ancora inferiore (37% con utilizzo quasi giornalieri contro il 43%) così come il tempo medio speso dagli utenti (Facebook guida con 53 minuti, 4 minuti in meno della media di utilizzo dei servizi di chat), mentre sul luogo di lavoro i siti sociali sono frequentati mediamente dal 33% degli utenti (con punte del 59% fra le donne tra i 35 e i 44 anni), contro il 37% della chat. La complementarietà tra i due strumenti si evince però in maniera più profonda analizzandole motivazioni e le occasioni di utilizzo: se il messanger esprime il massimo della sua funzionalità con gli amici prossimi, quelli che si frequentano abitualmente anche di persona, i social network rispondono all'esigenza di conversare e contattare persone lontane dalla quotidianità (55% degli utenti) o "perse di vista" (62%).
Gli utenti dei messanger sono fedeli allo strumento scelto, mentre il 41% dei giovani tra 16-24 anni è registrato a 2 o più comunità online. Il 68% del campione vorrebbe infine una maggiore semplificazione facendo convergere in un unico centro i flussi di tutti i sociale network ai quali è iscritto.Online tutti pazzi per la chat
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