Il 56% degli intervistati esprime una valutazione positiva della propria vita e guarda al futuro con moderato ottimismo. Solo il 40% degli over 65 giudica positivamente il proprio stato di salute, mentre con l'avanzare dell'età aumentano problemi di mobilità e fragilità complessiva. Le donne dichiarano con maggiore frequenza sintomi riconducibili ad ansia e depressione. Sono i risultati della ricerca demoscopica "Popolazione over 65 residente in Lombardia: stili di vita e comportamenti sociali", realizzata da PoliS-Lombardia (l'Istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia) con il supporto di Noto Sondaggi.
Realizzata a marzo su un campione rappresentativo di 3mila lombardi over 65 non residenti in RSA, la ricerca approfondisce le condizioni di vita, gli stili di vita e i comportamenti sociali della popolazione anziana lombarda. Il medico di medicina generale continua a rappresentare il principale punto di riferimento sanitario per l'87% degli intervistati, ma quasi il 25% indica nelle liste d'attesa il principale ostacolo all'accesso alle cure. Due terzi degli intervistati lamentano la solitudine familiare e il fatto che nessuno si prenda effettivamente cura di loro.
La soddisfazione per la propria vita sociale è generalmente più elevata nelle aree alpine e tra gli uomini, mentre risulta inferiore tra le donne residenti nelle aree metropolitane. Tra le principali preoccupazioni, in questo caso, emergono l'aumento del costo della vita (61%), le guerre (50%) e la salute (43%).
Sul piano economico, il 51% degli intervistati si dichiara soddisfatto del proprio reddito.
Un dato significativo riguarda il ruolo svolto dagli anziani nel sostegno alle famiglie: circa un terzo continua, infatti, a contribuire economicamente ai bisogni dei propri familiari, confermando il valore della solidarietà intergenerazionale. Restano tuttavia alcune criticità, rispetto ai servizi di trasporto, sanitari e assistenziali, segnalate dal 22%, mentre il 44% riferisce di aver subito almeno un tentativo di truffa.