Chiudere questa vicenda il prima possibile. La maggioranza vuole mettere un punto sul caso delle chat di Andrea Delmastro e respingere definitivamente la richiesta della Procura di Roma di poterle acquisire nell’ambito dell’indagine sulla Bisteccheria d’Italia. Ieri la giunta per le Autorizzazioni, tra le proteste delle opposizioni, ha votato per andare subito al voto in Aula, forse già oggi, senza riaprire l’istruttoria e senza approfondimenti. E nessun componente dell’organismo di garanzia leggerà le conversazioni tra Delmastro, non indagato, e Mauro Caroccia, il ristoratore ritenuto un prestanome del clan Senese, rimaste in questi giorni in cassaforte per volere del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Sulla possibilità di leggerle la giunta per il Regolamento aveva rimandato la palla a quella per le autorizzazioni. Che ieri sul punto non ha votato esprimendosi solo per tornare in Aula. «Hanno paura», attacca il Pd, che parla di una «violazione palese delle prerogative parlamentari». La minoranza riflette se sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Durissima Daniela Torto (M5s): «Hanno usato un organo di garanzia per aiutare la camorra e difendere un amico di partito. È vomitevole». Per Dario Iaia (Fdi) sono parole «diffamatorie».
Se la Camera oggi respingerà la richiesta della Procura quelle chat verranno rimandate al mittente. Era stata la lettera del Procuratore capo Francesco Lo Voi, arrivata in extremis la settimana scorsa, a rimettere tutto in discussione. Il magistrato sollecitava l’autorizzazione all’acquisizione di quelle conversazioni dopo che erano state depositate oltre che dal legale di Mauro Caroccia, anche dallo stesso Delmastro, che ha sempre detto di non avere «nulla da nascondere». Per Enrico Costa (Forza Italia) il materiale sarebbe stato «inammissibile», perché giunto «tardivamente alla Camera un’ora prima del voto». Quel cd la Procura non l’ha mai aperto, senza il via libera non lo aprirà. Neanche il presidente della giunta Devis Dori (Avs) ha potuto accedere: «Come presidente di questo organismo non ho messo ai voti accesso e consultabilità delle chat per non creare precedenti pericolosi».
Col voto della maggioranza di negare l’integrazione dell’istruttoria diventa impossibile visionare la documentazione della Procura, che rimane inaccessibile». Le indagini non riguardano Delmastro, ma il locale romano di cui era socio con altri esponenti Fdi e la figlia di Mauro Caroccia, la 19enne Miriam. I Caroccia sono indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, aggravata dall’agevolazione mafiosa. Per i magistrati quel ristorante avrebbe gestito i proventi illeciti del clan Senese. Per questo hanno sequestrato il suo telefono. Ma essendoci anche chat con un parlamentare, c’era bisogno dell’ok della Camera. Se verrà negata, ai pm non resta che rivolgersi alla Consulta.
