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Parlamento

Da “cogl....” a ignoranti. Tutte le volte che la sinistra ha insultato chi vota a destra

Dai tempi di Silvio Berlusconi fino ad oggi la sinistra radical-chic ha sempre preso di mira gli elettori di centrodestra

Elettori

“Cretini”, “deficienti”, “rozzi”, “ignoranti”. Gli insulti non sono una prerogativa di Stefano Bonaccini, ma una costante della sinistra che dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi ad oggi non ha mai esitato a puntare il dito contro gli elettori di centrodestra.

In principio, il più attivo da questo punto di vista è il mondo radical-chic degli intellettuali di sinistra. Norberto Bobbio, nel 1994, esprime così tutto il suo disprezzo per chi, col suo voto, aveva contribuito alla vittoria del centrodestra: “Non ha vinto Berlusconi in quanto tale, ha vinto la società che i suoi mass media, la sua pubblicità, hanno creato. È la società che gode nel vedere insulse famiglie riunite intorno a un tavolo che glorificano questo o quel prodotto”. In quello stesso periodo, Giorgio Bocca liquida la maggioranza come “prevalenza del cretino”, mentre nel 1995, ossia due anni prima di ricevere il Premio Nobel per la letteratura, il comico Dario Fo definisce “deficienti” gli elettori di Forza Italia nel corso della presentazione de “Il tumulto di Bologna”. Nel 2001, invece, è la volta di Umberto Eco che, sulle colonne di Repubblica, divide gli elettori in due categorie e inserisce chi vota centrodestra come appartenente all’ “elettorato affascinato” che “ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi”. E ancora: “Ora a questo elettorato che, tra l’altro (come dicono le statistiche), legge pochi quotidiani e pochissimi libri, poco importa se si instauri un regime di fatto, che non diminuirebbe, anzi aumenterebbe la quantità di spettacolo cui è stato abituato”.

Dopo l’elettorato berlusconiano, il bersaglio preferito dell’intellighenzia di sinistra diventa chi vota la Lega. Nel 2018, la conduttrice Cristina Parodi sostiene che l’ascesa politica di Matteo Salvini sia dovuta “all’arrabbiatura e all’ignoranza della gente”, mentre nel 2021 Paolo Garimberti è ancora più netto: “Voti Salvini? Sei ignorante”. Per la precisione, il giornalista si dice convinto che il suo successo “è dovuto proprio a una diffusione dell’ignoranza”. E ancora: “In una società complessa, dove la gente fa fatica a orientarsi, chi offre una soluzione semplice e, magari a livello emotivo, inapplicabile, funziona. Ma funziona dove l’umanità è diventata gregge che, come dice Nietzsche, desidera l’animale-capo”. Gli insulti verso l’elettorato di centrodestra da parte del vignettista Marco Dambrosio, detto Makkox, sono ancora più espliciti: “Siamo un popolo di ignoranti, e l’ignoranza è concime per la destra”. Anche il conduttore Corrado Augias, intervenendo nel 2019 alla trasmissione Di Martedì, si scaglia contro la rozzezza di chi non vota a sinistra: “Essere di destra - dice - è facile perché essere di destra vuol dire andare incontro a quelle che sono le spinte istintive che tutti, o quasi, hanno”. Il parlamentare dem Gianni Cuperlo, sempre su La7, commenta i risultati elettorali trattando gli elettori del Carroccio come degli ignoranti: “A me colpisce che oggi la Lega sia il primo partito in Sardegna dove il 33 per cento dei ragazzi tra i 14 ed i 18 anni che frequentano la secondaria non finirà gli studi…”.

All’indomani della vittoria elettorale di quattro anni fa, invece, Andrea Scanzi era stato ugualmente espliciti nei confronti di chi aveva scelto Giorgia Meloni: “Chi l’ha votata per “cambiare” o era molto ubriaco o un po’ scemo. O semplicemente in malafede”. Nel 2020, lo scrittore ed ex parlamentare del Pd, Gianrico Carofiglio, dopo la manifestazione del centrodestra contro l’allora governo Conte-bis, dichiara:“Siamo di fronte ad una politica squilibrata e con un’opposizione che mostra la responsabilità che abbiamo visto qualche giorno fa con un manipolo di gente sudata, accalcata, senza mascherina”. Ad appena un anno fa, invece, risale l’invettiva di Carlo Calenda, su La7, contro i populisti. Il leader di Azione, prima attacca gli elettori di Giorgia Meloni: “Li continuate a votare come imbecilli”. Poi, prende di mira quelli di Matteo Salvini: “Di chi è colpa? C’è maga magò che arriva e ci impone di votare uno che non ha mai lavorato in vita sua?”. In occasione del voto referendario sulla giustizia, infine, il segretario della Cgil Maurizio Landini lascia intendere così che chi aveva votato no faceva parte di un “determinato mondo”, diverso da chi aveva votato sì: “Penso che sarebbe bene che questo governo non pensasse che i cittadini italiani sono un mondo di coglioni”.

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