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Parlamento

Tasse sui grandi patrimoni, sussidi e stop alle armi a Kiev: il programma di Conte mette alle strette il Pd

I venti punti del M5s al voto degli iscritti: prelievo sulle grandi attività finanziarie, “Reddito 2.0” e no al Ponte sullo Stretto. Sull’Ucraina resta la frattura con la Schlein

Conte non arretra: primarie contro Schlein

Stop alle armi all’Ucraina, un “Reddito 2.0”, un prelievo sulle grandi attività finanziarie e lo smantellamento di diversi provvedimenti del governo Meloni. Verso “Nova”, Giuseppe Conte mette sul tavolo il programma del Movimento 5 Stelle e presenta le sue condizioni agli alleati. Venti capitoli sotto l’insegna di un’“Alleanza per la Costituzione”, con proposte che spaziano dalla sanità all’immigrazione, dalle pensioni ai diritti civili. Un ampio catalogo di interventi pubblici, agevolazioni e nuove tasse selettive. Ma soprattutto una piattaforma che sulla politica estera mette subito in difficoltà il Partito Democratico.

Gli iscritti possono votare fino a domenica alle 14. Il quesito chiede di autorizzare il presidente a sottoporre agli alleati della coalizione progressista le proposte per “migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani”. Conte cerca dunque un mandato da spendere nella trattativa. E il punto più divisivo non è nascosto tra le righe: è scritto nel capitolo diciassette e non lascia grandi margini di interpretazione, “l’Italia ripudia la guerra”.

“Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”, sostiene il documento, che chiede di cambiare radicalmente l’approccio italiano ed europeo al conflitto in Ucraina. La strada indicata è una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, coinvolgendo l’intera comunità internazionale. A completare la linea arrivano il no al piano Rearm EU e all’aumento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato. Il Movimento sostiene invece una difesa comune europea che produca risparmi ed economie di scala, sottoposta a un maggiore controllo del Parlamento europeo.

La distanza dalla Schlein resta evidente. La segretaria dem, chiudendo la Festa dell’Unità a Reggio Emilia, ha garantito sostegno futuro all’Ucraina e sollecitato un ruolo attivo dell’Unione europea nel negoziato. Conte ha alzato l’asticella ieri sera a “Dritto e rovescio”: un governo progressista che continui a inviare armi a Kiev e a sostenere il riarmo, ha avvertito, “sarà impossibile”. Le risorse per sanità, scuola e salari, secondo il leader pentastellato, devono arrivare anche da lì: “Per fare questo abbiamo risorse che vanno tolte al riarmo”. Un vincolo politico prima ancora che una proposta di bilancio.

Sul fronte economico, il programma recupera uno dei marchi di fabbrica grillini. Si chiama “Reddito 2.0” e prevede la revisione integrale dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro. Il testo non ne specifica importi, platea e requisiti: sarebbe quindi improprio descriverlo come la semplice riproposizione del vecchio Reddito di cittadinanza. La direzione, però, è dichiarata: riscrivere gli strumenti con cui il governo ha sostituito la misura simbolo dei Cinque Stelle.

Nel capitolo sul lavoro figurano il salario minimo legale, indicizzato automaticamente e coordinato con la contrattazione collettiva più rappresentativa, e la riduzione dell’orario a parità di stipendio. Seguono incentivi allo smart working, diritto alla disconnessione, una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro e congedi paritari con indennità al 100% della retribuzione. Per le pensioni si propongono il ritorno di Opzione Donna, il rafforzamento dell’Ape sociale e una staffetta generazionale: meno ore per chi è vicino al pensionamento in corrispondenza dell’assunzione stabile di un giovane, con lo Stato a compensare la perdita contributiva.

La promessa fiscale è alleggerire il carico su lavoro e redditi bassi e medi. Il conto verrebbe spostato - nelle intenzioni del Movimento - sulle rendite e sui grandi patrimoni finanziari. Il documento prevede un prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie, con soglie elevate ed esclusioni per piccolo risparmio, previdenza e titoli di Stato. Arriva anche un contributo sugli extraprofitti legati a circostanze straordinarie o posizioni dominanti, a partire da energia, banche, assicurazioni, industria bellica e grandi piattaforme digitali. A livello europeo si propone una tassazione comune sulle grandissime fortune e sulle multinazionali.

Non manca una stretta contro la grande evasione fraudolenta, con soglie di punibilità più basse, dove previste, e un rafforzamento di pene e confische. Per sostenere gli investimenti, invece, il M5s immagina un fondo nazionale per la crescita alimentato volontariamente da risparmio privato e capitale istituzionale, affiancato da una banca pubblica per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese. Tornano inoltre i crediti d’imposta cedibili, programmati e tracciabili, anche rimborsabili per gli incapienti. Il documento indica strumenti e possibili fonti di entrata, ma non presenta una quantificazione complessiva di costi e coperture.

Per quanto concerne la sanità, Conte propone di modificare il Titolo V della Costituzione per rafforzare il coordinamento statale, aumentare strutturalmente il finanziamento del Servizio sanitario nazionale ed eliminare i tetti alle assunzioni. Contro le liste d’attesa viene previsto un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata, insieme a tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi. Per la scuola, la scelta politica è altrettanto netta: fermare il Ponte sullo Stretto e trasferire i 13,5 miliardi indicati nel programma a edifici scolastici, laboratori e impianti sportivi. Si aggiungono asili nido gratuiti in tutta Italia e libri, mensa e trasporto senza costi durante l’obbligo scolastico per le fasce meno abbienti.

Sull’energia spicca la riduzione dell’Iva sui carburanti dal 22 al 10%. Il piano punta inoltre a incrementare di 50 gigawatt la potenza da fonti rinnovabili entro il 2030: secondo la stima riportata dal Movimento, consentirebbe un risparmio sulla spesa per il gas di 10 miliardi l’anno. Si propone di separare la formazione del prezzo dell’elettricità rinnovabile da quello del gas e di trasferire progressivamente gli oneri di sistema verso la fiscalità generale. Il capitolo nucleare è dedicato alla ricerca sulla fusione. Su ambiente e territorio compaiono anche la progressiva dismissione degli inceneritori e la piantumazione di 58,9 milioni di alberi nelle città, uno per abitante.

La discontinuità con il centrodestra diventa esplicita su giustizia e immigrazione. Il programma chiede di reintrodurre l’abuso d’ufficio con una formulazione circoscritta e di ripristinare funzioni e poteri di controllo della Corte dei conti. Sui migranti propone di superare la Bossi-Fini, il click day e il “modello Albania”, destinando le risorse a procedure rapide per l’esame delle domande, rimpatri e permessi di soggiorno. Previsti un ministero delle Politiche migratorie e dell’Integrazione, lo ius scholae e centri nei Paesi sicuri di origine o transito, sotto l’egida delle agenzie delle Nazioni Unite, per esaminare le richieste di protezione.

Completano la piattaforma il matrimonio egualitario, le adozioni omogenitoriali, una legge sul fine vita, la depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis per uso personale e il voto ai sedicenni. Per i referendum abrogativi si propone di abbassare il quorum a un terzo degli aventi diritto. Sull’informazione tornano la progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici diretti all’editoria e la richiesta di una Rai indipendente da governo e maggioranze.

È il programma con cui Conte vuole condizionare la costruzione della coalizione. Diverse proposte possono trovare ascolto a sinistra, altre richiederanno una difficile verifica dei conti. Ma sull’Ucraina la mediazione appare già in salita: il leader del M5s chiede agli iscritti il mandato per portare agli alleati una linea che il Pd, finora, non ha fatto propria.

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