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Parlamento

L’attacco di Bignami su Scalfaro: “Liberò 300 mafiosi”

La sinistra monta il caso citando Borsellino. Fdi attacca il Pd anche su Cospito

Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami durante le dichiarazioni di voto sulla Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza (chat) nei confronti del l�ex sottosegretario della Giustizia e deputato di Fratelli d'Italia (FdI) Andrea Delmastro Delle Vedove, Roma, 05 agosto 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

«Per noi fu una sconfitta il fatto che il Movimento sociale italiano nel maggio del 1992 non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica». Galeazzo Bignami sceglie la storia della destra per rispondere agli attacchi delle opposizioni sul caso Andrea Delmastro. Nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera, il capogruppo di Fratelli d’Italia rivendica la candidatura del magistrato ucciso dalla mafia al Quirinale e rilancia la sfida politica a Movimento 5 Stelle e Partito democratico.

«Se fosse diventato presidente della Repubblica sarebbe qui con noi a combattere battaglie giuste per l’Italia», afferma Bignami, contrapponendo quella candidatura all’elezione di Oscar Luigi Scalfaro e rivendicando la tradizione della destra nella lotta alla criminalità organizzata. Nel suo intervento difende anche l’azione del governo Meloni sul fronte antimafia, citando il mantenimento del 41 bis e l’arresto del boss Matteo Messina Denaro.

Il riferimento a Borsellino è stata una scelta. Nel maggio del 1992, pochi giorni dopo la strage di Capaci, il Movimento sociale italiano indicò il magistrato come candidato simbolico alla presidenza della Repubblica durante le votazioni che portarono poi all’elezione di Scalfaro. Una candidatura che non ebbe seguito, ma che Fratelli d’Italia continua a richiamare come uno dei passaggi più incisivi della propria storia politica sul fronte della legalità e del contrasto alla mafia. «Scalfaro liberò 300 mafiosi al 41bis», ha dichiarato Bignami.

Poi, Bignami passa all’attualità e replica duramente agli interventi delle opposizioni. Nel mirino finisce il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. «È incredibile che Conte, pur di attaccare Meloni, citi il diritto alla difesa dei mafiosi», afferma il capogruppo di FdI, accusando il pentastellato di utilizzare il caso Delmastro come strumento per colpire il governo.

L’affondo prosegue contro la segretaria del Pd Elly Schlein. Bignami sostiene che Delmastro «si è dimesso e ha chiesto scusa», mentre il Partito democratico non avrebbe assunto lo stesso atteggiamento nei confronti dei propri parlamentari che in passato visitarono detenuti al 41 bis. Infine, chiama in causa alcune amministrazioni comunali campane sciolte o finite sotto ispezione per infiltrazioni mafiose, accusando il centrosinistra di adottare due pesi e due misure.

Le opposizioni, dal canto loro, continuano a contestare la gestione del caso Delmastro. Infatti, è stata Elly Schlein a intervenire per prima, dichendo che «la memoria dei servitori dello Stato appartiene a tutti» e per questo, ha aggiunto, «non vogliamo mai più sentire nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo». Poi, il campo largo ha detto a Bignami di «avere studiato male» la storia di Scalfaro e l’hanno, poi, accusato di un «attacco infamante».

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