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Parlamento

“Piscina per islamiche? Mettiamo limiti alla legge coranica”

Fabio Rampelli: “La chiamano inclusività, ma se l’inclusività di qualcuno genera l’emarginazione di qualcun altro c’è discriminazione”

"Sono stato crocifisso dalla sinistra per l'idea di dissuadere le partenze"

«Certi fenomeni anti-occidentali tendono sempre a coalizzarsi contro il comune nemico». É severo il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli (foto), dirigente storico di Fdi, soprattutto dopo la trovata delle piscine per le donne musulmane a Bolzano e ora anche a Roma.

Vicepresidente, cosa ne pensa di queste piscine riservate alle donne?

«La civiltà occidentale ha conquistato nei secoli l’uguaglianza tra uomo e donna. Ricordo che un tempo in Italia esistevano le scuole maschili e le scuole femminili. È una divisione che abbiamo superato e non ha senso tornare indietro e ricreare spazi esclusivi per le donne per separarle dagli uomini, come quando durante il Ramadan le musulmane sono segregate nei recinti senza poter volgere nemmeno lo sguardo agli uomini in preghiera. La chiamano inclusività, ma se l’inclusività di qualcuno genera l’emarginazione di qualcun altro c’è discriminazione».

Secondo lei di può parlare di islamizzazione?

«Abbiamo costruito una società laica e oggi ci viene il dubbio che possa essere stravolta. Se l’Occidente ha saputo dividere il potere temporale da quello spirituale, pochissimi Stati islamici hanno saputo fare altrettanto. La legge coranica non è un argomento di dottrina teologica ma di vera conduzione della vita pubblica e sociale. Dobbiamo difendere la laicità della nostra società e delle nostre leggi, senza piegarci ai dettami di altre confessioni religiose».

Crede che sia una forma di discriminazione?

«Chiudere uno spazio pubblico a un genere sessuale, in questo caso l’uomo, è di per sé una discriminazione. Cosa facciamo con uomini e donne che soffrono di disforia di genere e donne omosessuali? L’arbitrarietà dell’iniziativa è di per sé discriminante e mi fa orrore».

C’è la possibilità che si faccia la stessa proposta anche in altre città?

«Se passa il messaggio che queste iniziative sono legittime temo che ci saranno altre città a seguire l’esempio di Bolzano e Roma. Perciò ho depositato un’interrogazione ai ministri Abodi e Piantedosi per verificare la liceità di questo genere di iniziative per bloccarle sul nascere. Nel caso romano c’è un’aggravante: la piscina è pubblica, dipende da Gualtieri».

Il governo come si muoverà?

«Stiamo valutando e ci sono già proposte di legge parlamentari. L’obiettivo è fare in modo che non ci siano mai forme di discriminazione, tanto più negli spazi aperti al pubblico, come prescrive la Costituzione».

Quali possono essere le soluzioni?

«Raggiungere un concordato con la comunità islamica italiana per mettere nero su bianco i confini della legge coranica nella vita pubblica».

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