Pd, elettrici furiose: nessuna donna alle primarie

Domani il popolo della sinistra si sceglie il leader tra Franceschini, Marino e Bersani. Ma il gentil sesso protesta e vorrebbe votare per la Finocchiaro, la Bindi o la Melandri

Mentre sul Partito democratico infuria la bufera Marrazzo, il governatore del Lazio filmato e ricattato per un incontro "galeotto", il popolo della sinistra si sceglie il leader. L'appuntamento è per domani dalle 7 alle 20. Ammessi a votare tutti i cittadini italiani, con permesso di soggiorno che abbiano compiuto i 16 anni di età. In corsa il segretario uscente Dario Franceschini, l'outsider Ignazio Marino e il favoritissimo Pierluigi Bersani che ha già stravinto la tornta elettorale riservata agli iscritti.

Alla vigilia tutti soddisfatti, fuorché le donne della sinistra che ancora una volta non potranno sperare di vedere una loro rappresentante alla guida del partito. L'anti-Berlusconi? Deve essere una di noi, rivendicano senza molta speranza. Per 7 elettrici su 10, infatti, è un dato imbarazzante che nella rosa dei candidati alla guida del Pd non sia presente alcuna rappresentante del «sesso debole». Secondo un sondaggio della rivista online «Marketing & Tv» (www.marketingetv.com), condotto su un campione di mille elettrici del Pd tra i 20 e i 60 anni, infatti, il 65,5 per cento delle intervistate si sono dette dispiaciute, quando non amareggiate, per il fatto che, al momento di stabilire chi dovrà farsi carico di guidare nei prossimi anni l'opposizione al Pdl, non sia stata considerata l'idea di affidare il compito a una donna.

Ma quali sono le icone politiche femminili per le elettrici del Pd? Al primo posto, con il 38 per cento delle preferenze, la senatrice Anna Finocchiaro. Segue con il 29 per cento dei consensi la toscana Rosy Bindi. Al terzo gradino del podio, con il 17, l'ex ministro delle Politiche Giovanili Giovanna Melandri. Poi vengono segnalate Barbara Pollastrini(15 per cento)e Livia Turco(8).

«Sono molto dispiaciuta di non aver ritrovato nelle fila dei candidati Anna Finocchiaro - ha detto l'attrice Anna Kanakis - Oltre a essere un valente magistrato e una politica capace, possiede il giusto appeal mediatico da poter contrapporre a quello del Cavaliere. In ogni caso, andrò a votare». Non nasconde la propria amarezza neppure la tele-giornalista Paola Ferrari. «Il problema delle donne in politica in Italia è annoso e questo è solo l'ultimo episodio. Anni di femminismo e di rivendicazioni dei diritti delle donne non hanno poi determinato una svolta sostanziale nella vita politica italiana. Eppure ciò che è accaduto in Germania con Angela Merkel testimonia che le donne sono capacissime di fare politica e di guidare un Paese. Gli uomini devono sviluppare un maggior senso democratico, ma le donne devono forse mettersi in gioco un pò di più».
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