Pd, quei maestrini dalla penna rossa

(...) del resto, far venir meno rapporti umani, rispetto reciproco e a volte anche amicizia, in nome della politica. So che, a volte, accade. So che, a volte, accade anche nel centrodestra. Ma, sinceramente, non so trovare una pratica più comunista, davvero comunista intendo, di questa.
Quindi, assolti tutti gli incolpevoli, raccontiamo la storiella. Che parte da un antefatto: un mio articolo, pubblicato nelle pagine nazionali, in cui si raccontava dell’assenza dell’intero staff di direzione e soprattutto della direttrice dell’Unità Concita De Gregorio dal palco della Festa nazionale del Pd (erede della Festa dell’Unità), dove pure c’era stato spazio per più di cento giornalisti. E nemmeno tutti di sinistra. Insomma, sarebbe come se domenica alla partita del Genoa fossero invitati tutti, tranne Preziosi. È chiaro che c’era qualcosa di strano. E ovviamente l’ho raccontato, don dovizia di particolari.
Mal me ne incolse. Il giorno dopo, l’ufficio stampa della Festa ha mandato a tutti i giornali dell’universo un comunicato dal ph acidissimo. Titolo: «Infondate polemiche su inviti giornalisti». Testo: «Sarà Giovanni Maria Bellu, condirettore dell’Unità, a coordinare il dibattito sulla lotta alle mafie del 6 settembre. La direttrice Concita De Gregorio è impegnata, quella sera così come in tante altre occasioni e così come accade per molti altri redattori dell’Unità, in una delle tantissime Feste del Pd che si stanno tenendo in tutta Italia. Risultano quindi del tutto infondate le polemiche montate da alcuni giornali di destra sulla Festa».
Riportando correttamente il comunicato, abbiamo fatto notare due piccoli particolari. Primo: non smentiva una riga di quanto avevamo scritto. Secondo: in quella dizione «giornali di destra» c’era un livello di puzzetta sotto il naso e di pretesa superiorità antropologica assolutamente superiore alla logica e alla modica quantità.
Ma il meglio è arrivato alla vigilia della chiusura della Festa: «Sarà Federica Fantozzi del’Unità a moderare il dibattito Contro tutte le mafie...». Quindi, non Bellu. Quindi nessuno dello staff di direzione dell’Unità.
In pratica, sono riusciti a farci la morale (che tale non era), partendo da una notizia falsa. In pratica, come ha scritto il Giornale nessuno dei membri dello staff di direzione dell’Unità ha partecipato a quella che, un tempo, era la Festa del loro giornale.
E così, come spesso accade, ad essere «del tutto infondati» sono stati solo alcuni patetici tentativi di negare la verità. Che resta verità persino se scritta «da alcuni giornali di destra».