«Il Pd voleva portare fango in Senato Così ho fermato il loro gioco sporco»

«Il Pd voleva portare fango in Senato Così ho fermato il loro gioco sporco»

Roma«Quando mai ci siamo fidati, quando mai!».
Con chi ce l’ha, senatore Gasparri?
«Con la sinistra che come al solito ha giocato sporco».
Ci spieghi.
«Hanno presentato delle mozioni per discutere in aula, in Senato, del G8».
Che male c’è?
«Che in realtà nelle mozioni c’era la mina: un tentativo di parlare del premier e delle feste di palazzo Grazioli».
Ma avete detto di sì in bianco?
«All’inizio sì. Il 7 luglio, il giorno prima che il summit avesse inizio, ci hanno detto che non potevano presentare una mozione scritta sul G8 prima che questo si svolgesse».
E quindi s’è calendarizzata la discussione per oggi (ieri per chi legge).
«Esatto. Peccato che poi il Pd ha presentato tre documenti, attraverso i quali è emerso il trucco».
Quale trucco?
«Nel primo documento si sarebbe parlato del vertice dell’Aquila; nel secondo delle critiche della stampa estera; e nel terzo dei comportamenti privati di Berlusconi».
Che con il G8 c’entrano poco.
«Appunto: come i cavoli a merenda. Ecco perché abbiamo deciso in extremis un cambiamento dell’ordine del giorno».
Disinnescando una bella mina per il Pdl.
«Abbiamo bloccato una manovra davvero sleale. Mi sono sentito aggirato e ingannato».
Diranno che la maggioranza non ha intenzione di parlare degli affari privati di Berlusconi.
«Noi siamo disposti a discutere di tutto. Ma si deve sapere in anticipo di che cosa si dovrà parlare».
Nessun imbarazzo a dibattere su etica e politica?
«Macché. Basta saperlo prima e soprattutto che la discussione sull’etica sia approfondita e a 360 gradi».
A che pensa?
«Vogliamo parlare di chi prenderà il posto in Senato, tra le file del Pd, dell’appena eletto all’europarlamento Paolo De Castro?».
Parliamone.
«Alberto Tedesco, ex assessore pugliese alla Sanità, ora indagato dalla procura di Bari. Oppure si potrebbe prendere spunto da Marino».
Chi, il candidato pd alla segreteria?
«Sì Ignazio. È lui, non noi, che ha tirato in ballo la questione morale nel Pd, dopo l’arresto di Luigi Bianchini, coordinatore di un loro circolo e presunto stupratore».
Insomma, lei contesta più il metodo che il merito?
«Ma certo. In Parlamento funziona così. Si decide prima su cosa si deve dibattere. Vogliamo fare un dibattito sul senatore Pd la cui moglie fa il magistrato a Bari ed è competente sui reati contro la pubblica amministrazione?».
Il senatore Gianrico Carofiglio?
«E la moglie Francesca Romana Pirrelli. Parliamo di conflitto di interessi? Parliamone».
Torniamo alle mozioni. Luigi Zanda la attacca e dice: lasci stare con le ritorsioni.
«Ma quali ritorsioni! Abbiamo soltanto messo un freno a un atteggiamento mafioso del Pd. Zanda poi... ».
Poi?
«Torni nella sua bella casa, messagli a disposizione dal principe Caracciolo: beato lui!».

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