Permessi arretrati, in prefettura arrivano i rinforzi

A Milano per smaltire i permessi di soggiorno arrivano i rinforzi.
Proprio ieri il ministero dell'Interno ha firmato l'assunzione di 322
lavoratori interinali distribuiti su tutte le province. Milano
che da sola detiene il 12,5% degli immigrati di tutta Italia è
la città che riceverà il maggior numero di addetti ai nullaosta
lavorativi

A Milano per smaltire i permessi di soggiorno arrivano i rinforzi. Proprio ieri il ministero dell'Interno ha firmato l'assunzione di 322 lavoratori interinali distribuiti su tutte le province italiane. Milano che da sola detiene il 12,5 per cento degli immigrati di tutta Italia è la città che riceverà il maggior numero di addetti ai nullaosta lavorativi.
Per la precisione saranno 32 le persone assunte con contratto a termine che andranno a rinforzare gli addetti alle pratiche in prefettura. Così si cerca di far fronte a una enorme mole di lavoro che la prefettura milanese in tutti i modi sta cercando di non far diventare un’emergenza. I nuovi arrivati iInizieranno ai primi di febbraio per riuscire a smaltire le 74mila richieste da evadere. Un numero che comprende oltre alle 44mila richieste della sanatoria di colf e badanti dello scorso settembre, anche altre 30mila pratiche legate al decreto flussi del 2008. «Il ritardo a Milano sui permessi di soggiorno è di almeno un anno e mezzo- dice Giovanni Minali, responsabile Immigrazione della Cgil- Si tratta purtroppo di una problema strutturale: la Prefettura è sotto organico e i nullaosta non vengono smaltiti». «Il problema non è solo per colf e badanti, ma anche per tutti quei lavoratori assunti nel mondo delle imprese milanesi» aggiunge Minali.
Qualche numero può far capire: secondo uno studio della Camera di commercio, a Milano e provincia il 16 per cento degli operai è di nazionalità straniera. I settori dove vengono prevalentemente impiegati sono quello delle costruzioni, degli alberghi e della ristorazione. Non c'è solo lavoro nero, dunque. Un problema serio per tutti quegli immigrati che lavorano ma si ritrovano nel frattempo in una sorta di terra di nessuno, dove i diritti di residenza sono sospesi. Senza permesso non ci si può muovere per l'Europa, si ha difficoltà a tornare nel paese d'origine, così come a svolgere diverse azioni di vita quotidiana: firmare un contratto d'affitto o di lavoro, prendere la patente. «Sappiamo per certo che i nullaosta per colf e badanti sono fermi a quelli arrivati il 4 settembre - conferma Maurizio Bove della Cisl immigrazione -. Ogni giorno riceviamo richieste di informazioni anche dalle famiglie che hanno regolarizzato lo straniero, hanno versato regolarmente i 500 euro di contributi per mettersi in regola con l'Inps e adesso aspettano la convocazione».
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