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“Le mie aziende pagano le tasse in Italia, cosa c’entra la residenza a Montecarlo?”, la lezione di Briatore a Bonelli

L’imprenditore difende il suo operato e punta il dito contro gli enormi costi della politica: “Questo qui lo paghiamo noi”

A ogni Briatore il suo Bonelli

La casa a Montecarlo? Una querelle inutile, dal momento che tutte le sue aziende sono in Italia e pertanto pagano le tasse dovute nel nostro Paese. Flavio Briatore spiega in modo breve ed efficace ad Angelo Bonelli cosa significa fare imprenditoria e in quale misura, invece, gravano proprio sulle tasche degli italiani il pagamento del suo stipendio così come, più in generale, i costi della politica.

“Briatore ha la residenza a Montecarlo, questo qui è fuori di testa”, spiega l’imprenditore, “io posso avere anche la residenza in Kazakistan, ma se le aziende sono in Italia, caro Bonelli, gli stipendi li paghiamo in Italia, così come le tasse”. Tutte le sue attività, come Twiga, Crazy Pizza e Il Caminetto, versano i tributi sul territorio italiano: non solo, danno un’occupazione a numerosi dipendenti che vengono regolarmente remunerati.

Il Twiga, in particolare, dà lavoro a 180 persone: “Quello non lo dici? Dici il fatturato e che il locale guadagna? Ma pensa te che bello se le aziende andassero in perdita e non potessero assumere la gente”. La sua residenza a Montecarlo, pertanto, non influisce sulle imposte societarie versate allo Stato italiano.

Mentre le sue aziende generano ricchezza e offrono opportunità ai lavoratori, per contro, i costi della politica sono un buco nero: anche in questo caso l’imprenditore non usa troppi giri di parole. “Voi invece non servite a niente, non siete neanche legna per fare fuoco, siete legna verde, non andate bene neanche per quello”, affonda Briatore, “questa gente qui non bisogna votarla, ci costa”. “Questo qui prenderà 150, 130, 120mila euro all’anno che paghiamo noi per uno che non serve a niente, e criticano invece chi dà lavoro”, affonda l’Executive Advisor del team Alpine di Formula 1.

“Dicono ‘ah, il Twiga fa 9 milioni di fatturato e Briatore ha la residenza a Montecarlo’, ma cosa vuol dire? Tutte le aziende sono in Italia e pagano le tasse in Italia, capito Bonelli? Non capisco perché votiamo questa gente qui, hanno un corto circuito nella testa”.

La rivalità non è nuova e va avanti da anni con dinamiche simili. Negli anni passati, Bonelli ha più volte utilizzato il Twiga come simbolo della “svendita” del demanio pubblico, criticando i canoni di concessione considerati troppo bassi rispetto ai fatturati milionari dello stabilimento. L’esponente di Europa Verde aveva anche presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica di Lucca per chiedere verifiche sui manufatti e sulle strutture del Twiga di Forte dei Marmi, scatenando la dura reazione dell’imprenditore.

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