Vittoria di Savoia ha deciso di seguire le orme di mamma Clotilde Courau. Messa in pausa la carriera de modella e accantonati gli studi universitari, la figlia di Emanuele Filiberto di Savoia e dell’attrice francesedebutta come protagonista nel film “Io + Te, soli contro tutti”,una produzione internazionale ispirata all’omonimo romance di Emma Green e atteso su Prime Video dal 18 settembre.
La primogenita di Clotilde Courau e del principe di Savoia ha deciso di intraprendere la carriera da attrice forte dell’appoggio dei genitori, che da sempre sostengono lei e la sorella minore, Luisa, nelle proprie scelte.“Sono molto orgoglioso di loro perché stanno facendo la loro vita e il loro percorso ma sanno di avere un ruolo e un cognome che rappresenta anni di storia e non si sottraggono ai doveri istituzionali", aveva dichiarato Emanuele Filiberto durante l'ultima ospitata a Verissimo.
Chi è Vittoria di Savoia
Nata il 28 dicembre 2003, Vittoria Cristina Adelaide Chiara Maria di Savoia è la primogenita di Emanuele Filiberto di Savoia e Clotilde Courau ed è prima nella linea di successione nella dinastia dei Savoia. Trasferitasi a Londra a 19 anni, ha iniziato gli studi in Scienze politiche poi interrotti per dedicarsi ad altri percorsi professionali. Nel 2023 ha mosso i primi passi nel mondo della moda come modella, ma negli ultimi anni si è dedicata al settore artistico, curando alcune mostre d’arte prima a Londra e poi a Milano. Oltre all'arte, Vittoria di Savoia è impegnata nel sociale e nel 2022 è partita per una missione umanitaria in Ucraina al fianco della Croce Rossa. Dal 2024, in occasione del Gala Benefico per l'evento a sostegno dell'Associazione Peter Pan ODV, la 22enne è al fianco del padre Emanuele Filiberto negli impegni ufficiali di famiglia.
La carriera di mamma Clotilde
La scelta di diventare attrice ha trovato il consenso soprattutto di mamma Clotilde, che esordì nel mondo dello spettacolo ben prima di Vittoria. L’attrice francese abbandonò gli studi a 16 anni per intraprendere la carriera teatrale e cinque anni dopo ottenne il suo primo ruolo di prestigio. Nel 1990,infatti, interpretò il ruolo di protagonista in “Le Petit Criminel”di Jacques Doillon, vincendo il premio come miglior attrice al Festival internazionale del cinema di Berlino e ottenendo la candidatura per il premio César come miglior promessa femminile.
Nelcorso della sua carriera Clotilde Courau ha collezionato ruolo di spicco in pellicole “Elisa” di Jean Becker (che gli valse il "premio della società degli autori e compositori di arte drammatica" e la candidatura premi César per la migliore promessa femminile e per migliore attrice non protagonista), "La Vie en rose” nei panni di Edith Piaf, “Non ci posso credere” e“Benedetta” di Paul Verhoeven in gara al Festival di Cannes nel 2021.