Il pessimismo totale è fuori luogo: l’Italia (forse) ce la farà

La degenerazione della coscienza civile di questo Paese sta compromettendo sempre più il rispetto delle regole, con il conseguente diritto alla prevalenza delle peggiori abitudini. Quello che fu il glorioso tempo del riscatto economico collettivo dopo il disastro bellico, è ormai piuttosto un ricordo da diario, che un promemoria di alto valore educativo per le nuove generazioni. Molte colpe vanno attribuite agli intellettuali, che si sono astenuti dal fornire idee guida alla politica per inseguire i fantasmi di speculazioni ideologiche sterili. Aggiungasi un Parlamento con meccanismi legislativi inadeguati alle sfide pressanti che richiedono risposte rapide anziché logoranti dispute parlamentari; una giustizia tale solo di nome che indulge più alla clemenza che al rigore, le cui strutture si applicano più alla difesa dei poteri acquisiti che al lavoro giurisdizionale che si consuma ormai in tempi generazionali. Di qui la dissennata occupazione politica di ogni spazio decisionale con odore di portafoglio che attribuisce ad alimentare il malcostume amministrativo, già di suo poco commendevole. Questo, in breve, lo scenario desolante delle nostre istituzioni che avrebbero urgenza di essere riviste e corrette con severo impegno.
- Dolo - Venezia

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