Un pianoforte per due: Bollani incontra Chick Corea

Due pianisti si incontrano. Non è l’inizio di una barzelletta, bensì un’avventura musicale straordinaria. Anche perché i due pianisti si chiamano Chick Corea e Stefano Bollani e arrivano sul palco della Cavea, in Auditorium, nell’ambito di «Luglio suona bene». Il primo è una leggenda del jazz, sulla scena da cinquant’anni, autore di vari album fondamentali per la storia della musica improvvisata (uno su tutti: Now he sings, now he sobs). Il secondo leggenda lo diventerà. Nel frattempo, si «accontenta» di essere una celebrità mondiale. Bollani e Corea si incontrano per la seconda volta. Già l’anno scorso inventarono tre concerti, concludendo la mini-tournée italiana con una trionfale esibizione a Umbria Jazz. Quest’anno tornano in scena e per la prima volta arrivano a Roma, per dar vita a uno spettacolo completamente improvvisato. E non poteva essere altrimenti, visto che un anno fa salirono sul palco senza mai essersi conosciuti prima. O meglio, conoscendosi perfettamente, ma solo attraverso le rispettive incisioni discografiche. Suonare con due pianoforti, provare e trovare un gioco d'incastri senza mai sovrapporsi, giocare insieme per conquistare il pubblico: una missione nient’affatto facile, portata a termine con successo. Quest’anno partiranno dall'esperienza del 2009 e potranno certamente offrire uno spettacolo ancora più raffinato, maturo e intenso, anche se, ancora una volta, affronteranno la platea senza preparare nulla. Nessuna prova, nessun abbozzo di scaletta. Una scelta ben precisa, per rinnovarsi sera dopo sera e per provare quella sottile ebbrezza dell’esibizione senza rete, che spinge naturalmente i grandi jazzisti a dare il meglio, a inventare straordinarie trame musicali partendo da un’idea, da una semplice intuizione. Stefano Bollani e Armando Chick Corea, americano del Massachusetts di origini siciliane, sono accomunati da una dote non comune: la capacità di giocare con la musica, di riempire di ironia ogni nota pensata e suonata. È anche per questa ragione che hanno trovato facilmente un territorio musicale comune su cui incontrarsi. Un territorio da esplorare insieme, sera dopo sera, inseguendosi a vicenda sui tasti dei due pianoforti. Uno spettacolo davvero da non perdere, che segue di pochi giorni la splendida esibizione di Herbie Hancock, predecessore di Bollani nei duetti pianistici con Corea.
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