La rubrica settimanale de Il Giornale che collega fenomeni macroeconomici alla vita di tutti i giorni perché i temi che sembrano più lontani hanno un effetto sulle tasche dei cittadini
La casa non è mai stata un semplice bene immobile, una voce contabile o quattro mura cinte da un perimetro catastale. È il baricentro attorno a cui ruota il risparmio delle famiglie e quella forma tipicamente italiana di proiezione verso il futuro. Comprare la prima casa o decidere di rimettere mano a quella in cui si vive è un atto di fiducia, ma anche un’impresa finanziaria non da poco. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una stagione straordinaria - se non addirittura eccessiva - di incentivi a pioggia che ha drogato il mercato. Oggi quella stagione si sta chiudendo, lasciando il posto a un quadro normativo più rigido e selettivo. Chi intende comprare o ristrutturare non può permettersi improvvisazioni.
Ecco quindi un compendio pratico di tutti i bonus disponibili per chi acquista o ristruttura, con i consigli per non commettere errori.
Bonus ristrutturazione
È la misura cardine per chi decide di rinnovare la casa. Non riguarda la semplice tinteggiatura o le piccole riparazioni ordinarie, ma scende in campo quando si parla di manutenzione straordinaria, restauro conservativo e vera e propria ristrutturazione edilizia.
Nel concreto, rientrano in questa categoria la ridistribuzione degli spazi interni (come lo spostamento di tramezzi), il rifacimento completo degli impianti (idraulico, elettrico, gas), la sostituzione di serramenti e infissi con modifica di sagoma o materiali, ma anche la realizzazione di bagni e l’installazione di sistemi di allarmi o di domotica. Quest’anno il bonus prevede una detrazione Irpef fissata al 50% per la prima casa (deduzione che scende al 36% nel caso di una seconda abitazione), per un tetto massimo di spesa di 96mila euro. Dal primo gennaio del 2027, invece, la detrazione sulla prima casa dovrebbe scendere al 36%, mentre per tutti gli altri immobili calerà al 30%.
Ecobonus
Non va confuso con una semplice ristrutturazione edilizia, in questo caso il focus è sul miglioramento delle prestazioni termiche e l’efficienza energetica della casa, tagliando così anche le bollette nel lungo termine. I lavori tipici coperti dall’Ecobonus comprendono l’isolamento termico delle pareti (il cosiddetto cappotto interno o esterno), la sostituzione degli infissi e dei serramenti, l’installazione di pannelli solari per l’acqua calda e il rimpiazzo dei vecchi impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza o sistemi ibridi. Nello specifico, l’aliquota segue la distinzione tra prima casa (50%) e seconde case (36%), ma si articola su massimali di spesa differenziati a seconda dell’intervento scelto (ad esempio fino a 60mila euro per la sostituzione degli infissi o fino a 100mila euro per la riqualificazione globale dell’edificio). È proprio su questo bonus che il governo sta lavorando più attivamente con la manovra per il 2027: il piano è di alzare l’aliquota sulla prima casa al 65%, magari utilizzando la nuova flessibilità europea per l’energia.
Sismabonus
Il Sismabonus nasce per incentivare la messa in sicurezza antisismica degli edifici residenziali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (ovvero quelle a rischio più alto). È una misura che va a toccare le parti portanti della casa, dalle fondamenta ai solai, fino ai muri maestri. Esiste in due declinazioni principali: il Sismabonus ordinario - per chi esegue interventi di consolidamento o miglioramento della propria casa - e che corrisponde ad un’aliquota del 50% e il Sismabonus Acquisti. Quest’ultimo è una formula particolarmente interessante per chi decide di comprare le abitazioni direttamente dalle imprese: si applica infatti quando un’impresa demolisce e ricostruisce un intero fabbricato facendolo diventare antisismico e vende le singole unità immobiliari entro 30 mesi dalla fine dei lavori. In questo caso, l’acquirente ottiene una detrazione calcolata direttamente sul prezzo di vendita dell’immobile scritto nel rogito, fino a un massimo di 96mila euro.
Bonus mobili
In questo caso non si tratta di un bonus a se stante, ma di una detrazione satellite, in pratica può essere attivata solo se è già stato aperto un cantiere di ristrutturazione sulla casa. Serve a coprire, almeno in parte, le spese sostenute per arredare l’immobile e comprende sia i classici mobili (cucine, letti, armadi), ma anche i grandi elettrodomestici, a patto che siano di classe energetica elevata. Anche in questo caso, l’agevolazione consiste in una detrazione Irpef al 50% calcolata su un tetto massimo di 5mila euro complessivi.
Agevolazioni prima casa
Prima ancora di abbattere pareti o cambiare impianti, chi entra nel mercato immobiliare per la prima volta deve affrontare lo scoglio delle imposte di compravendita e dell’accesso al mutuo. In questo scenario si inseriscono le misure volte ad agevolare l’acquisto per la prima casa, pensate proprio per ridurre i costi d’ingresso e facilitare l’erogazione del mutuo.
Sul fronte fiscale, questo acquisto gode di aliquote ridotte rispetto a quelle ordinarie: se si compra da privato, l’imposta di registro scende dal 9% al 2% sul valore catastale dell’immobile, mentre se si acquista da un’impresa costruttrice, l’Iva è ridotta al 4% (invece del 10% o 22%). Sul fronte finanziario, lo strumento principale è la garanzia statale rilasciata tramite il Fondo Prima Casa. Che permette a determinate categorie prioritarie - tra cui i giovani sotto i 36 anni - di ottenere una garanzia pubblica fino all’80% del mutuo.
Una precisazione necessaria e valida per tutti i bonus messi in campo dal governo è che non si tratta mai di un assegno in contanti, bensì di detrazioni Irpef che però possono fare la differenza tra tra un investimento ben pianificato e un’occasione di risparmio mancata.
