Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha partecipato in collegamento con il Portofino talks 2026 e ha fatto il punto sull’economia italiana ma anche mondiale, mettendo in allerta sui possibili scossoni che potrebbero esserci nelle prossime settimane a fronte del conflitto in Medioriente che non sembra destinato a placarsi. Giorgetti è impegnato in queste ore con la riunione dell’Eurogruppo e ha spiegato di essere intervenuto per riportare il consesso alla realtà. Perché a fronte di necessari interventi nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie, “ho sostenuto che sono cose molto importanti, ma ho fatto un intervento anche abbastanza netto e diretto rispetto alla realtà che stiamo vivendo oggi nell’economia del Vecchio continente e anche in Italia, soprattutto sotto l’aspetto dello shock che è derivato dalla crisi in Ucraina e nel Medio Oriente: lo shock energetico”.
Si è manifestato sicuramente dappertutto, ha proseguito il ministro “per le famiglie sull’incremento del prezzo dei carburanti, ed è quello più visibile, ma in prospettiva, a breve, si rifletterà inesorabilmente sulle bollette delle famiglie e delle imprese”. E non bisogna mai dimenticare che l’Italia è un Paese trasformatore, non produttore per l’energia, ma è soprattutto “un Paese manifatturiero, un Paese industriale, cioè dove l’industria conta ancora qualcosa, anche se per gli europei questo, diciamo, è meno rilevante”. La Germania e l’Italia, ha aggiunto, “sono i due Paesi che ancora oggi gestiscono tanta energia per potere soddisfare questo tipo di vocazione economica e questo, naturalmente, è un grave problema di competitività che comincia ad affliggere le nostre industrie”. Questo “è un primo tema su cui ho richiamato tutti a quella che io considero un’autentica emergenza sotto il profilo economico e anche sotto il profilo della possibilità di competizione, perché il prezzo dell’energia è un po’ diverso da un Paese all’altro”.
All’Eurogruppo, quindi, Giorgetti ha anche invitato a una riflessione “sui tassi di interesse, o meglio l’onere del debito che ha cominciato a salire in modo preoccupante in relazione a tante situazioni”. E l’inflazione, “se le due guerre continueranno in questo modo, inesorabilmente è destinata ad aumentare, e questo è un altro grave problema per famiglie e imprese”. In questo contesto, “una politica monetaria restrittiva può contribuire ma non risolve il problema” e per quanto riguarda l’Italia e i problemi legati all’energia, il ministro ha rivelato di aver “già mandato la lettera per avviare la procedura della deroga al patto con il riferimento alle spese dell’energia, l’ammontare massimo che ci spetta è dello 0,6%, credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio”. Sulla flessibilità sull’energia “noi abbiamo ottenuto questo miracolosamente perché ci siamo mossi come Italia e pochissimi altri Paesi, intuendo il disastro che si stava profilando sotto questo aspetto”. A margine dell’Ecofin a cui ha partecipato Giorgetti, il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, a margine dell’Ecofin informale a Dublino ha spiegato che il consiglio per i Paesi dell’Ue “rimane lo stesso: quando gli Stati membri adottano misure di sostegno a favore delle famiglie o delle imprese colpite, è importante assicurarsi che tali misure siano temporanee e mirate, che non facciano aumentare la domanda di combustibili fossili, perché quando ci troviamo di fronte a uno shock dal lato dell’offerta, far crescere la domanda non sarà d’aiuto, ma costituirà solo un costoso intervento fiscale”. L’eventuale tassazione dei cosiddetti extraprofitti delle società energetiche, ha ribadito che è una materia “nelle mani degli Stati membri: possono decidere di tassarli. Se necessario, siamo pronti a discuterne e aiutarli” a disegnare misure ad hoc, ma “in questa fase non prevediamo una proposta a livello Ue” sul tema..
Sul dato definitivo del rapporto tra deficit/Pil 2025, elemento fondamentale per determinare l’uscita o meno dell’Italia dalla procedura di infrazione Ue, è “l’Istat che dovrà dare i suoi dati: Noi li aspettiamo, sappiamo che l’istituto di statistica agisce con assoluta indipendenza rispetto alle dimensioni politiche, quindi prenderemo atto delle loro decisioni”. Questo passaggio è fondamentale per avere contezza di quanto margine finanziario esiste per la manovra. “Non sono fiducioso, sono speranzoso per l’Italia e per la Repubblica italiana”, ha detto il ministro, sottolineando che l’obiettivo di questo governo resta l’alleggerimento del carico fiscale sul ceto medio e un aumento delle condizioni di maggior favore per favorire la competitività delle imprese.
