Mentre la manovra muove i primi passi alla Camera, c’è un numero che racconta meglio di tanti discorsi la credibilità conquistata dai conti italiani. Dalla fine del 2022 al 3 novembre scorso il rendimento del Btp decennale è sceso dal 4,7 al 4,5%: è l’unico calo tra i dodici Paesi messi a confronto dalla Fondazione Edison su dati World Government Bonds. Nello stesso periodo il Bund tedesco è salito di 0,7 punti, i Treasury americani di 1,1, i Gilt britannici di 1,5, gli Oat francesi di 1,8 e i titoli giapponesi addirittura di 2,4. Oggi Parigi si finanzia a un tasso più alto di Roma, 4,9 contro 4,5%. È dentro questo perimetro che si gioca la partita delle modifiche, ed è per questo che la prudenza resta la regola.
La premier Giorgia Meloni ieri ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini per un confronto. Sicuramente positivo». Sul tavolo c’era la proroga al 2029 dell’iperammortamento. «A fronte di un costo per lo Stato di 2 miliardi, ci sono già oltre 8 miliardi di investimento», ha spiegato Orsini.
Sulla sanità il ministro Orazio Schillaci ha ricordato che «in questa manovra non c’è la parola tagli» e che «nel 2027, in manovra ci sono 146 miliardi per il Fondo sanitario nazionale». Le Regioni chiedono di più, pur riconoscendo con Massimiliano Fedriga che «i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di governo Meloni», e i sindacati dei medici preparano una mobilitazione a dicembre. «È chiaro che sarebbe bello avere risorse infinite, ma le risorse sono per loro definizione limitate», ha osservato il capogruppo di FdI Lucio Malan.
Sulla scuola il ministro Giuseppe Valditara lavora «affinché durante l’iter parlamentare della legge di Bilancio la misura del taglio possa essere eliminata». Il riferimento è ai circa 7mila posti tra docenti e Ata. Valditara rivendica anche una crescita strutturale delle risorse del 13,1% sul 2022, con altre 40mila assunzioni di docenti previste per il prossimo anno. «Il Parlamento esiste apposta», ha ricordato Matteo Salvini. «Puntiamo ad avere tagli zero. Per il 2027 servono 84 milioni», ha aggiunto il leader leghista, che resta in pressing anche sulla «possibilità di scegliere di andare in pensione a 64 e non a 67 anni». Forza Italia, dopo l’incontro con la Confsal, chiede che «anche il Mef» faccia «la sua parte per trovare le coperture adeguate». FdI, intanto, ha ricevuto la Cisl di Daniela Fumarola sull’adeguamento degli assegni all’inflazione.
Tra le proposte in arrivo c’è quella di Imma Vietri (FdI) per riaprire in Campania il condono del 2003 «limitatamente agli abusi realizzati entro il 31 marzo dello stesso anno». L’obiettivo è sanare una disparità nata dal mancato recepimento da parte della Regione, allora guidata da Antonio Bassolino.
Il calendario è fissato: audizioni dal 9 al 12 novembre, chiuse dal ministro Giancarlo Giorgetti, emendamenti entro il 17 e segnalati entro il 25. I relatori saranno Angelo Rossi (FdI), Mauro D’Attis (FI), Francesco Saverio Romano per i centristi e Alberto Gusmeroli per la Lega. La scelta di Gusmeroli è contestata dalle opposizioni, perché il presidente della commissione Attività produttive non siede in Bilancio.
