Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:01
In evidenzaAggiornato alle ore 04:01
Politica economica

Più cari energia e materiali. “A rischio 150mila aziende”

Già registrata una flessione nel volume d’affari e negli investimenti. Il prezzo del bitume è aumentato del 50%, del 30% quello delle plastiche

Contratti luce e gas, questo è il momento per ottenere condizioni migliori

È allarme per l’edilizia in Lombardia, a lanciarlo le oltre 150mila imprese lombarde del settore delle costruzioni e dell’edilizia. I problemi?

Dall’aumento dei costi delle materie prime alle difficoltà di approvvigionamento fino alla maggiore difficoltà nel programmare investimenti e attività future. In Lombardia operano oltre 150mila imprese di cui circa 90mila sono imprese artigiane e micro-Pmi: un comparto che rappresenta circa il 16% dell’intero tessuto imprenditoriale regionale e che, all’interno del mondo artigiano, pesa per il 40% delle imprese. Numeri che confermano il ruolo centrale della filiera delle costruzioni per l’economia lombarda e l’impatto che eventuali difficoltà del settore potrebbero avere sull’intero sistema produttivo.

Nonostante il 2025 si sia chiuso con una crescita del volume d’affari del 3,7%, confermando un trend positivo ma in rallentamento rispetto agli anni precedenti, emergono alcuni segnali di attenzione: la propensione agli investimenti è diminuita, passando dal 33% al 26% delle aziende, mentre tra le principali criticità indicate dal settore il costo dei materiali continua a rappresentare uno dei fattori di maggiore impatto. A questo si aggiunge la ripresa del conflitto in Medio Oriente che potrebbe aggravare una condizione già caratterizzata da forte volatilità dei mercati, con possibili ripercussioni sui prezzi delle materie prime e sulla disponibilità di materiali strategici. Secondo ANCE il bitume, fortemente legato alle importazioni dai Paesi arabi, ha già registrato aumenti vicino al 50%, così come alcuni materiali plastici come Pvc e Pead del 30% e l’acciaio. Ora se le tensioni dovessero estendersi anche al fronte energetico, l’impatto potrebbe coinvolgere l’intera filiera delle costruzioni.

«Le aziende si trovano a operare in uno scenario dove molte variabili non dipendono dalla loro capacità imprenditoriale - spiega Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia - oscillazioni dei prezzi, instabilità internazionale e maggiore difficoltà nel programmare gli investimenti. Bisogna garantire condizioni di lavoro più stabili e strumenti che permettano di affrontare questa fase con maggiore sicurezza». Gli attuali meccanismi di revisione dei prezzi, rischiano di risultare insufficienti quando gli aumenti derivano da eventi eccezionali e improvvisi, non riconducibili alle normali dinamiche inflattive. Per Antonio Dinuzzi, presidente di CNA Lombardia Costruzioni servono misure strutturali per accompagnare il settore oltre la fine dei fondi, incentivi stabili per la transizione ecologica e procedure più semplici, affinché anche il Piano Casa e le misure regionali per l’housing sociale possano valorizzare davvero il ruolo delle Pmi e delle imprese del territorio».

Se il Pnrr ha rappresentato una grande occasione per le opere pubbliche, lo è stato solo in parte per le micro e piccole imprese artigiane, penalizzate da burocrazia e bandi poco accessibili.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.