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Scontro Italia-Germania sui tassi Bce

Monito di Panetta a Lagarde: "Quadro diverso dal 2022, sbagliato un maxi-rialzo"

Scontro Italia-Germania sui tassi Bce
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Altro che tregua. Alla Bce è ormai guerra aperta sulla prossima mossa di politica monetaria. Da una parte i falchi, guidati da Isabel Schnabel, che continuano a ritenere necessario un nuovo rialzo dei tassi per riportare l'inflazione stabilmente al 2 per cento. Dall'altra Fabio Panetta, che lancia un avvertimento destinato ad arrivare direttamente sul tavolo di Christine Lagarde: il 2026 non è il 2022 e reagire al nuovo choc energetico con la stessa ricetta adottata dopo l'invasione russa dell'Ucraina rischierebbe di trasformarsi in un errore di politica monetaria.

Solo due settimane fa, in un'intervista a Die Zeit, la Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce e riferimento dell'ala più rigorista del Consiglio direttivo, aveva affermato che «in base alla prospettiva attuale dovremo alzare ulteriormente i tassi d'interesse per riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% nel medio termine». Un messaggio chiaro, che lasciava intendere come la battaglia contro l'inflazione non fosse ancora conclusa. Ieri è arrivata la replica di Panetta. Senza mai citare direttamente Schnabel o Lagarde, il governatore della Banca d'Italia ha di fatto smontato l'impianto teorico dei sostenitori di nuovi rialzi, lanciando un monito alla presidente della Bce, affinché eviti di imboccare un percorso predeterminato di ulteriore stretta monetaria.

Intervenendo alla conferenza conclusiva del Network ChaMP, Panetta ha ricordato che l'attuale choc energetico provocato dalle tensioni in Medio Oriente presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto a quello del 2022. La domanda è oggi molto più debole, i tassi di interesse reali sono già significativamente più elevati e il rincaro riguarda soprattutto il petrolio, che storicamente genera effetti inflazionistici meno persistenti rispetto al gas naturale. Per questo motivo, secondo il governatore, Francoforte deve evitare sia di sottovalutare il rischio inflazionistico sia di ripetere automaticamente la risposta adottata quattro anni fa. «La Bce deve muoversi tra questi due estremi», ha spiegato. «Non deve nè liquidare lo choc come temporaneo, nè reagire come se l'economia si trovasse nella stessa situazione di quattro anni fa». Una frase che suona come un richiamo diretto alla leadership di Lagarde proprio mentre all'interno del Consiglio direttivo cresce il confronto tra chi continua a privilegiare la stabilità dei prezzi e chi teme che un eccesso di rigore finisca per aggravare la debolezza della crescita europea.

Secondo Panetta, infatti, anche il contesto economico dell'Eurozona è profondamente cambiato. Negli ultimi anni è aumentata la capacità di importare gas naturale liquefatto, i fornitori energetici sono più diversificati e la quota di energie rinnovabili nella produzione elettrica è cresciuta sensibilmente.

Il governatore ha inoltre osservato che i negoziati in corso tra Usa e Iran potrebbero riportare i prezzi dell'energia su livelli inferiori rispetto alle ipotesi contenute nelle proiezioni di giugno della Bce, rafforzando la necessità di mantenere un approccio flessibile. In un contesto così incerto, ha concluso, le banche centrali devono evitare automatismi che rischiano di rivelarsi controproducenti.

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