Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
Politica economica

Un patto d’onore con le aziende

La clava della tassazione è populismo sovietico. Serve un patto. Un sacrificio che non sia un furto al merito

Rottamazione quinquies, online gli esiti delle domande: al via i pagamenti, prima rata entro il 31 luglio

Extraprofitti. Pronunciatela, questa parola, nel salotto buono della destra: scatenerete una rissa da osteria. È un reperto archeologico, puzza di falce e martello. Il profitto è sacro: è il motore che impedisce al mondo di fermarsi. Eppure c’è un cortocircuito.

Mentre il nostro Occidente democrazia stropicciata ma unica arranca sotto il peso di autocrazie che ci vorrebbero in ginocchio, la guerra in corso non è solo economica. È ideale. Combattiamo contro teocrazie e zar. In questo scenario, le grandi aziende di luce e gas non sono nemici: hanno tenuto in piedi la baracca mentre il mondo impazziva.

Ma attenzione: la clava della tassazione è populismo sovietico. Serve un patto. Un sacrificio che non sia un furto al merito, ma un «prestito d’onore» al sistema. Non una tassa, ma un passo verso il bene comune, da restituire a crisi finita. È in quest’ottica che va letta la soluzione varata dal Consiglio dei ministri per coprire i costi del taglio delle accise, ovvero l’anticipo fiscale chiesto alle aziende energetiche.

Basta retorica moralista: chi fa impresa è un alleato. Il punto è un altro: chi oggi è ancora indeciso tra l’America e l’Iran, tra libertà e tirannia, non ha il diritto di guidare un Paese occidentale. Il profitto è sacro, ma la democrazia richiede, a volte, di saper fare un passo di lato per correre tutti verso il domani.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.