Sassonia-Anhalt. Capitale Magdeburgo. Non sapete dov’è? Tranquilli, non lo sanno nemmeno gli editorialisti che da ieri ne parlano come del centro del mondo. Era Ddr, Germania comunista. Lì l’AfD (Alternativa per la Germania) ha preso il 44% e la Cdu, la Democrazia cristiana tedesca, è a pezzi. I nostri giornali si sono messi il lutto al braccio, con titoli di una goffaggine che fa quasi tenerezza: estrema destra, abisso, democrazia in pericolo.
Partiamo dalle parole. Estrema rispetto a cosa? Un partito con quasi un voto su due non sta ai margini, sta al centro del Paese. Chiamarlo estremo non è analisi, è un tic. Con la stessa logica bisognerebbe chiamare estremi i lettori di questo giornale. Poi il dato che nessuno commenta perché smonta tutto: ha votato l’ottanta per cento degli aventi diritto. In Italia ce lo sogniamo, e quando andiamo alle urne in quattro gatti i medesimi commentatori scrivono che la democrazia è malata. Bene, in Sassonia-Anhalt la democrazia sta benissimo, ha girato a pieno regime, e proprio per questo la si insulta. Non ci sono migliaia di persone che hanno perso la testa. Ci sono migliaia di persone con dei problemi, e i problemi si chiamano bollette, fabbriche chiuse, una guerra su cui nessuno ha chiesto il loro parere. Hanno votato chi prometteva di ascoltarli. Gente che ha diritto non solo al voto, ma al rispetto.
Leggo che il mondo sarebbe precipitato in un abisso. Un Land tedesco pesa dunque più dei missili che in queste ore volano su mezzo pianeta, dei morti veri, delle città che bruciano. Per quelli nessuno usa quella parola; la si riserva a una scheda elettorale. E quanto all’onda nera che invaderebbe l’Europa, di cui parlano i capi della sinistra e i suoi giornali: l’unica invasione che gli europei vedono con i propri occhi non esce dalle urne, arriva dall’Africa, sui barconi, e da anni. Confondere le due cose non è un errore, è una tecnica. La tecnica si chiama scomunica. È l’unico strumento rimasto ai capi branco del campo largo quando qualcuno osa pensare con la propria testa. Non potendo confutare, etichettano. Non potendo convincere, spaventano. Il famoso muro tagliafuoco alzato contro l’AfD ha funzionato da manifesto elettorale per chi si voleva isolare. Quella gente il muro l’ha già sperimentato, per quarant’anni, ed era di cemento: spiegarle che gliene serve uno nuovo per il suo bene è un’idea da geni.
Non faccio l’avvocato di quel partito. Dico che chi prende a pugni la febbre invece di cercare l’infezione non cura il malato, lo debilita. E auspico che nel centrodestra italiano, dove si è uniti nel combattere come un sol uomo Vannacci, rischiando paradossalmente di farlo crescere, poi ci si divida, con godimento dei compagni, nel sostegno a tal Siegmund. Otto tedeschi su dieci sono andati a votare. Il solo baratro che vedo è quello di chi non riesce a rispettarli. I cronisti invece della realtà raccontano la propria testa di paglia. E poi ci si meraviglia se i giornali non vendono.
