Niente più bandiere britanniche e inglesi a Birmingham: giù tutti i vessilli della Union Jack e di San Giorgio. È questa, in estrema sintesi, la disposizione impartita dal Consiglio della seconda città inglese, in una surreale forma di autocensura culturale e sottomissione. Da tempo Birmingham è l’esempio di ciò che gli inglesi non vorrebbero per il loro Paese ma, per molti, è la proiezione di ciò che diventerà l’Inghilterra nel prossimo futuro. Secondo l’ultimo censimento ufficiale del 2021, la popolazione musulmana di Birmingham ha raggiunto il 30 per cento e in vent’anni è cresciuta di 200mila unità, superando quella cristiana. Le proiezioni religiose effettuate da Hamilton-Perry suggeriscono una maggioranza musulmana nei primi anni del 2040 per la città. Il tutto nel cuore dell’Inghilterra. Il sindaco è Zaker Choudhry, cittadino britannico di origini pakistane, che ha inaugurato la prima seduta del Consiglio con la preghiera islamica in presenza dell’imam.Davanti a tutto questo, con un Consiglio senza una maggioranza assoluta, dove i Verdi sono la seconda forza, non può stupire la decisione di vietare la bandiera identitaria per «tutelare la sicurezza pubblica» e, tra le altre cose, anche «la coesione della comunità e l’uso responsabile dei fondi pubblici».Tutto nasce nell’estate del 2025, quando nel Regno Unito si sviluppa il movimento Raise the colours, nato proprio a Birmingham, per riaffermare l’orgoglio nazionale, l’identità britannica e il patriottismo davanti alla crescente islamizzazione della città e del Paese. Nessuna prova di forza da parte dei manifestanti, solo l’affissione da parte di attivisti e gruppi locali di bandiere britanniche e croci di San Giorgio su pali della luce, rotonde e infrastrutture come simbolo di orgoglio patriottico. Eppure altri hanno sostenuto che l’aumento delle bandiere esposte fosse il risultato di xenofobia o razzismo. Quindi da eliminare, cosa che è stata fatta anche in passato tra le proteste dei cittadini. Da qui il passo successivo, ossia il divieto. Ora i cittadini devono assicurarsi che «qualsiasi esposizione venga collocata solo dove esiste un’autorizzazione».In quale altro Paese al mondo un cittadino rischia di essere sanzionato per aver esposto il simbolo della propria nazione per le strade della propria città?È un controsenso logico che però ha una spiegazione: già in passato alcuni esponenti dell’area progressista hanno sostenuto la tesi che le bandiere identitarie potessero urtare la sensibilità degli stranieri, che in questo modo non si sentivano accolti in città, dove per altro ci sono alberghi adibiti a centri per migranti. Ma l’idea che l’esposizione dei vessilli tradizionali possa essere considerata come un atto divisivo o di «intimidazione», trasformando una sana fierezza nazionale in una colpa da punire è irricevibile in un Paese di lunga tradizione democratica e fierezza come il Regno Unito. Un Paese che arriva a rinnegare le proprie radici e storia millenaria è un Paese sull’orlo del baratro.Birmingham è una città in cui la rappresentanza di persone con background migratorio è altissima ed è destinata a aumentare così come nelle altre parti del Regno Unito. I musulmani in città hanno già superato i cristiani, ora i tempi sono maturi per rinnegare la bandiera, in futuro quali saranno le prossime rinunce?

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