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Politica estera

Canada-Ue, Donald minaccia i super-dazi

Il tycoon: “È un atto ostile”. Carney: “Nessuno può dirci con chi fare accordi”. Bordata di Merz: “Basta amicizia incondizionata”

Canadian Prime Minister Mark Carney (C) shakes hands with European Commission President Ursula von der Leyen (2ndR), next to European Parliament President Roberta Metsola (L), in Strasbourg, eastern France, on September 17, 2026. Canadian Prime Minister Mark Carney on September 17, 2026, rejected threats by US President Donald Trump over Ottawa's push for closer ties with the European Union. (Photo by Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP)

Mark Carney promuove una «nuova alleanza» con l’Ue come baluardo contro le pressioni esterne e minimizza le minacce di Donald Trump. Mercoledì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo intervento davanti ai parlamentari europei, ha suggerito che il Canada possa diventare il primo «membro associato» del blocco dei 27, scatenando l’ira del presidente americano, che valuta di tagliare il commercio con l’Unione nel caso si decida di procedere con l’iniziativa. «Se dovessero farlo, e se dovessi ritenerlo un atto ostile, applicherò dazi molto pesanti o interromperò i rapporti commerciali con l’Europa», avverte il tycoon definendo «ridicola» la proposta. Il premier canadese, tuttavia non dà peso alla promessa di ritorsioni di Trump, e spiega che «non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, perseguiamo la resistenza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale, le nostre democrazie. Queste motivazioni ci consentono di contribuire a creare il prossimo ordine mondiale giusto, stabile e prospero. Un’alleanza Canada-Ue costituirebbe un faro per le altre democrazie».

Il premier spiega che von der Leyen ha usato sia il termine «alleanza per il futuro» sia «membro associato»: «La definizione esatta spetta ovviamente all’Europa, la cosa importante è la sostanza, si tratta di unire le nostre forze». Poi assicura che «naturalmente ci sarà un dibattito in Canada sul tema e un voto del Parlamento»: al vertice «di fine ottobre verranno precisati i contorni di questa alleanza». Nel corso di un discorso che ha suscitato una standing ovation, aggiunge che il suo Paese desidera una cooperazione più profonda su temi che vanno dall’intelligenza artificiale alla difesa e all’energia. «La nostra alleanza - afferma - può contribuire a soddisfare il fabbisogno dell’Europa in termini di approvvigionamento affidabile, le esigenze del Canada in materia di capacità di trasformazione avanzate e il nostro obiettivo comune di costruire catene del valore complete. Il Canada può fornire Gnl e idrogeno su larga scala a sostegno della sicurezza energetica dell’Europa, anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di nuove infrastrutture portuali nell’estremo nord e sulla nostra costa orientale». Quindi, Carney si rivolge ancora a Trump, avvertendo che «nessuno ci dirà quale lingua parlare, nessuno ci imporrà la nostra cultura né con chi possiamo stringere accordi a livello internazionale». A suo parere, «un’alleanza è un processo positivo. Questo lo dico anche rivolgendomi al presidente Usa. Un Canada più forte, più resiliente, è un partner più efficace anche per gli Usa, e lo stesso vale per l’Ue». Il processo di partnership «rafforzerà la nostra sovranità. I canadesi sono già uniti. Nessuno impone loro la lingua, o impone restrizioni su cultura o partenariati», continua. Mentre un portavoce della Commissione Ue ripete che «la proposta del potenziamento della partnership con il Canada non è contro qualcuno ma per la nostra comune forza». Ma che la tensione con gli Usa sia sempre più alta, lo dimostrano le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz: «L’epoca dell’amicizia transatlantica incondizionata è probabilmente finita per un periodo più lungo». Non esattamente un segnale di distensione.

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