Gli studenti tornano in piazza in tutta la Francia e crescono i timori che le nuove manifestazioni possano innescare un caos generale. La situazione alla vigilia del «terzo atto» della protesta dei liceali, ormai appoggiati anche dai colleghi di diverse università, è incandescente. A poco sono serviti i tentativi di dialogo delle autorità scolastiche con i ragazzi e le associazioni di genitori avviati venerdì scorso, il giorno dopo l’ultima mobilitazione. A oggi i numeri parlano di 589 istituti occupati o bloccati, 24 saccheggiati o incendiati, 190 studenti e 78 fra professori e personale scolastico che hanno riportato ferite, come una settantina i poliziotti. E un nuovo episodio sanguinoso ha fatto impennare la tensione: un ragazzo di 15 anni che si stava scontrando con la polizia nei pressi del suo liceo - un istituto tecnico di Lens, nel nord del Paese - ha avuto la mano mozzata da una granata della polizia, uno degli ordigni più controversi in mano alle forze dell’ordine, lo «sting-ball» americano, usato dagli agenti per allentare la pressione in caso di assembramenti. È scattata un’indagine interna alla polizia e gli inquirenti dovranno appurare se il ragazzo abbia raccolto la granata per rilanciarla contro la polizia oppure se sia stato colpito dall’ordigno lanciato contro i manifestanti. Resta il fatto che il gravissimo episodio è destinato a esacerbare ulteriormente gli animi. Intanto tra gli ultimi episodi quello dell’incendio del portone del liceo Vaquelin, a Parigi, che ha portato all’evacuazione di un centinaio di studenti che erano all’interno. Anche in questo caso, sembra che ad appiccare il fuoco siano stati elementi esterni, ma successivamente una sassaiola generale si è scatenata contro i pompieri, accorsi per spegnere le fiamme.
Il grave ferimento del 15enne di Lens sembra destinato a far da detonatore in una situazione già sull’orlo dell’esplosione. Edouard Geffray, il ministro dell’Educazione, ha parlato di una situazione «umanamente tragica», in attesa di avere risultati dell’inchiesta. Il suo collega Philippe Baptiste, responsabile dell’Insegnamento superiore, affermato di «temere» che la protesta si incendi a livello nazionale: «Le immagini che vediamo da una settimana sono preoccupanti, orribili - ha aggiunto - penso alle forze dell’ordine che pagano un tributo pesantissimo ma anche ai presidi, ai professori, agli studenti, in sciopero o no, che sono rimasti feriti».
