Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:43
Politica estera

“Da noi l’estate è finita. Non sappiamo dove mettere i morti”

Parla l’assessore al Turismo di Ceuta, Nicola Cecchi Bisoni: “La ferita è grande e rimarrà”

Nicola Cecchi Bisoni

«Qui è peggio che in Messico». L’assessore al Turismo di Ceuta, Nicola Cecchi Bisoni (origini fiorentine ma spagnolo di fatto), lo dice senza indugio: «La nostra estate è finita qui».

Cecchi, ma la situazione non sta migliorando un po’?

«La ferita è grande e rimarrà. I turisti sono completamente spariti, la gente ha paura e si è chiusa in casa per giorni, compresi i musulmani».

E gli immigrati?

«Quelli che non sono ancora stati reimpatriati, girano per strada, si sono portati i soldi per comprarsi camicie e pantaloni, convinti di poter iniziare una nuova vita».

Non sarà così?

«Sono stati illusi, usati per fare pressione. Sono tutti giovani, sono cresciuti con il mito della Spagna, del successo al di là del confine. In Marocco guadagnano 280 euro al mesi, qui lo stipendio è di 1.500 ma non sanno che si tratta di posti nel settore pubblico».

Chi li ha scagliati allo sbaraglio con il tam tam sui social?

«Ci sono varie ipotesi, dobbiamo capire: sicuramente c’è la regia dello Stato marocchino. Conosco madri e padri al di là del confine che sono tornati a casa e non hanno più trovato il figlio, partito improvvisamente».

Perché secondo lei?

«O ha dato fastidio il viaggio di Sanchez in Algeria, o è una forma di protesta contro la legge spagnola sulla cittadinanza ai nipoti di chi migrò durante la guerra civile. Molti dicono ci sia lo zampino di Trump».

Cosa pensa di Sanchez, delle sue vacanze a Lanzarote e della playlist dell’estate pubblicata sui social?

«Siamo tutti molto stupiti. É stato qui per tre ore esatte, poi se ne è andato lasciando il ministro alla Giustizia. Sembra che dia per risolta la cosa. Ma non è affatto così».

Danni economici?

«Alti ma non sappiamo ancora quanto. Nei prossimi giorni ci riuniremo per riflettere su alcuni numeri. Prima dobbiamo gestire la situazione».

Quali sono le emergenze da gestire?

«Abbiamo il problema dei ragazzi morti. Sono cento, praticamente come i decessi che da noi registriamo in un anno. Abbiamo dovuto costruire una camera refrigerata più grande perché non ci stavano tutti. Le salme che verranno riconosciute dalle famiglie torneranno in Marocco. Gli altri verranno seppelliti qui ma il nostro cimitero è troppo piccolo».

Cosa pensa della sospensione italiana del trattato di Schengen?

«Ceuta nei fatti è fuori da Schengen. Noi cittadini, se vogliamo andare aBarcellona, dobbiamo passare i controlli alla frontiera al porto. Capisco se i migranti fossero arrivati alle Canarie ma per noi è diverso».

È la prima volta che vi capita un’emergenza simile?

«Nel 2021 arrivarono 12mila persone. Furono «usate» perchè uno dei leader Sahrawi del Fronte Polisario che chiedeva l’indipendenza del Sahara era ricoverato in Spagna e il Marocco non era stato avvisato. Ora però èmolto peggio, sono giorni folli».

La barriera metallica? Inutile?

«Nei giorni di bassa marea basta farsi una passeggiata sull’espigon con i piedi nell’acqua per arrivare qui. I giovani marocchini sanno che se passano dal mare non li puoi far ritornare».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.