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Politica estera

Dentro le chat dei marocchini: “Torniamo lassù a Ceuta”

Viaggio online dove si prepara la nuova invasione. “Nessun esercito ci fermerà”

A group of migrants make their way back to Morocco from the short-stay centre CETI towards the border post, escorted by Spanish infantry soldiers, in the Spain's north African enclave of Ceuta, on August 2, 2026. At least 72 people died during the mass influx in recent days of migrants into Spain's Ceuta enclave, when tens of thousands of people mostly swam around the border post from Morocco, local officials said today. Most of the estimated 60,000 people who rushed into Spain's north African territory have returned to Morocco since the territory's largest mass migrant crossing. (Photo by Henry NICHOLLS / AFP)

I servizi segreti spagnoli, la polizia e l’Ue sono concordi nel considerare «credibile» la minaccia di un nuovo ingresso di massa a Ceuta a Ferragosto. Il Giornale può confermare che esistono canali in cui si sta pianificando: siamo riusciti a intercettare in esclusiva e a infiltrarci in una delle diverse chat di Whatsapp in cui decine di persone (in costante aumento) stanno organizzando l’ingresso nell’exclave spagnola in Marocco. La maggior parte dei profili ha prefisso +212 (Marocco) e a parte il nostro +39 ci sono solo due +34 (Spagna) e un +44 (Germania). L’amministratore si chiama Whalid ed è anche uno dei più attivi nella discussione: nella foto profilo ha il volto oscurato. Non è un gruppo organizzato, non sembra ci sia una regia dietro: si scambiano consigli e suggerimenti su come raggiungere Ceuta evitando i controlli stringenti in Marocco. Sul tema si è accesa una discussione con vibranti accuse nei confronti di chi ha reso noto l’assalto, che ha poi portato alla forte presenza di militari nelle strade. E questo è uno dei motivi per cui, inizialmente, sembrava ci fosse una seconda data: 10 agosto con destinazione Melilla. «L’appuntamento per Melilla è il 10 e non il 15, capito? Ragazzi per Melilla è il 10, non il 15. Per chi vuole andare a Melilla c’è un assalto il 10», scriveva Diib solo poche ore fa. «Comunque chi vuole andare prima, è meglio che ci provi a Melilla. Lì a Melilla, una volta arrivato, ci sono solo marocchini, i ragazzi del Rif trattano bene la gente, capisci? Vi accoglieranno con acqua e fiori. Mentre quelli a Ceuta... insomma, il 15 saremo in tanti a Ceuta», è la risposta di Anas.

Poi, però, col passare delle ore l’idea di Melilla sembra essere scemata: le autorità spagnole non hanno mai fatto cenno a una possibilità di «assalto» all’altra exclave spagnola, quindi tutte le ipotesi sono aperte, dalla boutade al fallimento del progetto. Ma su Ceuta no, ci sono certezze granitiche che esista un piano per un secondo assalto e che, soprattutto, ci siano già movimenti in corso attraverso il Marocco. I punti di riferimento individuati per raggiungere Ceuta sono Tangeri, la grande città del nord del Paese da cui si diramano la maggior parte delle rotte per l’exclave spagnola attraverso gli autobus, e Larache, da cui passare per raggiungere Tétouan, a sud di Ceuta, da dove vengono segnalate le prime criticità. «Persino da Tangeri a Tétouan i trasporti sono fermi e adesso bisogna fare l’autostop», scrive Ayoub, che è in viaggio da giorni per raggiungere Ceuta. Ma con le strade bloccate e la frontiera sorvegliata, è necessario trovare alternative e uno degli utenti anonimi del gruppo ha condiviso una mappa in cui viene dettagliata la strategia: «La linea gialla rappresenta il confine ufficiale di Ceuta, mentre le zone rosse sono tutte in stato di massima allerta e blindatissime a causa dell’ondata del 15». Quindi, per passare, bisogna arrivare nelle «zone bianche verso le montagne: Belyounech e il bosco non hanno la linea rossa e sono punti ciechi, perché lì la sicurezza è sparsa e frammentata per via del terreno impervio. È proprio questo il piano: andare la notte del 15 da questa zona bianca è un milione di volte meglio». Quanti saranno quelli che passeranno il confine? Difficile dirlo, ma l’entusiasmo è alto: «Tutto il Marocco sta salendo fin lassù, anche se dovesse intervenire non so quale esercito Immagina, amico mio, tutto il Marocco che sale».

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