Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:45
Politica estera

E in Brasile Bolsonaro Jr sfida Lula. Milei sponsor

Con Jair Bolsonaro ancora ineleggibile, il figlio maggiore ne ha raccolto l’eredità politica con un discorso identitario

epa13132810 Brazilian Senator Flavio Bolsonaro (2R) reacts during the national convention of Brazil's Liberal Party (PL) in Sao Paulo, Brazil, 25 July 2026. The Liberal Party, led by former President Jair Bolsonaro, kicked off its national convention to nominate his eldest son, Senator Flavio Bolsonaro, as its candidate for the upcoming presidential election in October 2026. EPA/ISAAC FONTANA

L’ufficializzazione della candidatura di Flávio Bolsonaro alla presidenza del Brasile ha aperto ieri la corsa alle elezioni del 4 ottobre. Con Jair Bolsonaro ancora ineleggibile, il figlio maggiore ne ha raccolto l’eredità politica con un discorso identitario. «Oggi siamo qui per restituire il Brasile ai brasiliani», ha esordito. «So bene il peso che porta il mio cognome», ha aggiunto, promettendo di «liberare il Brasile» dal governo di Lula, presidente uscente alla ricerca di un quarto mandato. Flávio ha descritto il suo Paese come «soffocato da corruzione, tasse, inflazione e insicurezza», sostenendo che «la speranza non significa aspettare che qualcuno ci salvi, ma avere coraggio». Commosso nel ricordare il padre, ha promesso: «Il prossimo 10 gennaio Jair Bolsonaro salirà la rampa del palazzo presidenziale insieme a noi. E questo non si chiama vendetta, ma giustizia».A lanciare la candidatura di Bolsonaro Jr. ieri a San Paolo c’era anche il presidente argentino Javier Milei. «Il Brasile è davanti a una scelta tra la libertà e il prolungamento della sua sottomissione alla sinistra», ha esordito, avvertendo che il voto di ottobre avrà conseguenze «per le generazioni future». Richiamando l’esperienza argentina, ha sostenuto che «quello del socialismo è sempre un cammino verso il totalitarismo» e che «le sue false promesse finiscono sempre allo stesso modo: più povertà, più inflazione e più Stato». Ha quindi invitato gli elettori a «non lasciarsi rubare il futuro dai socialisti», indicando in Flávio «l’uomo capace di fermare Lula e guidare un cambiamento vero». E, sul trattamento riservato a Bolsonaro, Milei ha denunciato: «Non mi hanno permesso di visitare il mio amico incarcerato, mentre Lula, quando era in prigione, riceveva tranquillamente qualsiasi leader straniero, a dimostrazione dell’ingiustizia della sua detenzione e del carattere vendicativo di chi oggi è al potere».L’avvio della campagna è stato però segnato anche da una polemica internazionale. Il governo Lula ha infatti negato il visto a due funzionari del Dipartimento di Stato Usa che, aveva anticipato il Washington Post, avrebbero voluto verificare il funzionamento delle urne elettroniche. Lula ha minacciato che «chi interferirà nelle elezioni brasiliane ne pagherà le conseguenze», ma il divieto di entrata alimenta i dubbi sulla trasparenza, dato che il sistema verde-oro non prevede traccia cartacea dei singoli voti auditabili, ma solo i verbali di sezione coi risultati complessivi.


Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.