Anche Madrid ha la sua Albania, pagata con i soldi Ue, nella quale trattenere i clandestini che vogliono entrare in Spagna. È la Mauritania, Paese africano interessato a ospitare nel suo territorio un hot spot extra Ue per conto di qualche altro governo europeo. Dal 2024 a Nouakchott e Nouadhiboui ci sono due centri dove sono detenuti migliaia di clandestini, come hanno scoperto lo scorso novembre due giornalisti spagnoli di El Salto. Per il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska è «una misura di prevenzione alla fonte».
La Mauritania, che in questi anni punta a incassare fino a 500 milioni tra fondi spagnoli ed europei, è alleato della Spagna e del Marocco per contendere il Sahara occidentale all’Algeria filo francese, Paese con cui Sanchez vorrebbe riallacciare i rapporti. Da qui l’irritazione del Marocco. L’anno scorso la porta di accesso all’Europa è stata El Hierro, la più piccola isola delle Canarie. La pericolosa rotta atlantica da Mauritania, Senegal e Gambia è stata battuta da circa 25mila migranti provenienti dal Maghreb, ma anche da Pakistan e Siria. È il doppio delle partenze combinate da Marocco (13.217) e Algeria (12.038), nel 2024 gli arrivi erano stati oltre 61mila.
L’anno scorso la Spagna ha registrato 144.396 domande di protezione internazionale, in diminuzione del 13,7% rispetto al record di 167.366 del 2024. «È la Spagna il vero ventre molle dell’Europa per l’immigrazione clandestina», ricorda al Giornale la responsabile Immigrazione di Fratelli d’Italia Sara Kelany.
La Spagna che spara sui barchini, usa spray anti migranti e addestra i cani a mordere chi scavalca la barriera sa benissimo che in questi Centri di identificazione temporanea diventati detention facilities - dove lavorano anche 80 agenti spagnoli - possono essere reclusi fino a 180 persone compresi minori e neonati, una pratica vietata dalla legge.
Alcune Ong spagnole hanno documentato i maltrattamenti a cui sarebbero stati sottoposti gli irregolari da parte dei circa 200 agenti a guardia dei confini. Il destino dei clandestini, secondo quanto avrebbero documentato diverse organizzazioni pro migranti come la Fondazione porCausa, sarebbe drammatico. Catturati con delle vere e proprie retate, per capire se sono o meno vittime di persecuzioni e quindi meritevoli di asilo politico vengono detenute per 72 ore in condizioni disumane, poi sarebbero privati di tutti i beni e abbandonati in aree desertiche come il Gogui, al confine con il Mali, in una zona in cui operano gli affiliati di Al Qaeda nel Sahel ma anche i russi.
È anche per questo che il Paese africano non è considerato un alleato affidabile. Il presidente è il generale Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani, con cui si è fatto ritrarre più volte Sanchez.In patria c’è chi lo considera «il leader dell’apartheid in Mauritania», come lo hanno apostrofato due parlamentari del partito anti schiavista Ira Mariem Cheikh Dieng e Ghamou Achour prima di finire agli arresti il 9 aprile scorso.
