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Politica estera

Effetto Sánchez, il risultato del buonismo Premier contestato: “Pagliaccio traditore”

Il primo ministro a Ceuta tra fischi e insulti attacca: “Le mafie dei trafficanti hanno sfruttato la sentenza della Corte Suprema sugli arrivi via mare”. Poi promette “boe frangiflutti” per contrastare i migranti nuotatori e un sistema di rimpatri efficiente

epa13143991 A handout photo made available by the Spanish Prime Minister's Office shows Spanish Prime Minister Pedro Sanchez as he speaks at a press conference in Ceuta, Spain, 31 July 2026. Sanchez traveled to the autonomous city following the arrival of thousands of migrants from Morocco. EPA/Borja Puig de la Bellacasa/Moncloa HANDOUT -- MANDATORY CREDIT -- IMAGE TO BE USED ONLY IN RELATION TO THE STATED EVENT -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Questi pagliacci ci hanno tradito», è la frase più benevola, riportata su uno striscione nei confronti del premier spagnolo Pedro Sanchez e il suo ministro dell’Interno arrivati ieri a Ceuta per affrontare l’invasione dei migranti irregolari marocchini.Un folto gruppo di cittadini spagnoli dell’exclave in territorio africano, hanno accolto con sputi, urla e insuliti il leader socialista, davanti al municipio dove ha tenuto una riunione di emergenza. I manifestanti sventolavano striscioni e gridavano, inferociti, frustrati dall’ondata di 60mila marocchini arrivati in due giorni. Sánchez ha annunciato di voler «recuperare al più presto la normalità» aggiungendo che «è deplorevole la violazione dell’integrità territoriale di una città spagnola come Ceuta». E ha dato disposizione di piazzare delle boe frangiflutti per creare «una barriera fisica» agli ingressi via mare. Poi ha promesso una riforma per garantire che i rimpatri transfrontalieri vengano effettuati «nel modo più efficiente possibile».L’invasione, però, è già avvenuta e il premier spagnolo si sta arrampicando sugli specchi, dopo avere portato avanti una politica delle «porte aperte» come accusa l’opposizione dei Popolari e di Vox. I trafficanti di uomini hanno fatto scattare l’ondata, favorita dalle autorità marocchine che chiudevano un occhio o addirittura facilitavano, facendo girare una «bomba» sui cellulari e via social. «La Spagna ha aperto le sue porte e chiunque arrivi non verrà deportato» è il messaggio delle mafie del traffico, che fa riferimento alla sentenza della Corte suprema spagnola dell’8 luglio, in parte manipolata ad arte, per provocare l’«invasione». Sánchez ha ammesso che il messaggio si è diffuso «a macchia d’olio nelle ultime ore». Al resto ha pensato la polizia marocchina: un video fa vedere un agente, sorridente, davanti a un camion che scarica centinaia di migranti diretti a Ceuta. E molti sono stati «incoraggiati» a passare il confine.I magistrati spagnoli hanno stabilito che il respingimento alla frontiera vale solo per gli stranieri intercettati mentre tentano di superare barriere fisiche, come recinzioni. Per questo motivo gran parte dei marocchini è arrivato nuotando, per un breve tratto, e 57 sono morti nel tentativo. Secondo la sentenza non potrebbero venire respinti subito, ma dovrebbero seguire un procedimento amministrativo non breve, che prevede anche la richiesta di asilo. Tutti la presenteranno, anche se non ne hanno diritto, per allungare i tempi rimanendo in Spagna. La «risposta di Madrid non è stata adeguata.Tardiva e insufficiente, perché si sarebbe potuto intervenire prima. C’erano segnali e avvertimenti di ciò che sarebbe potuto accadere» ha dichiarato il presidente dell’exclave di Ceuta, Juan Jesús Vivas. I Popolari e tutta la destra spagnola si stanno scagliando contro il buonismo immigratorio di Sánchez.Un altro fattore di attrazione dell’«invasione» è la mega sanatoria decisa dal governo spagnolo, che si è chiusa il 30 giugno.I migranti illegali da almeno 5 mesi nel Paese, senza precedenti penali, potevano fare domanda. Madrid pensava a mezzo milione di regolarizzazioni, ma sono arrivate un milione di richieste. E se non viene fornita la risposta, difficile per tutti con relativi controlli, si considera accettata la domanda.Non riguarda l’ondata di Ceuta, ma i marocchini sono stati attratti anche da questa sanatoria, la settima, rincorrendo un Eldorado europeo, che non esiste, nonostante la politica di Sánchez. Il leader del Partito popolare, all’opposizione, Alberto Nunez Feijoo, ha parlato della creazione, con le sanatorie, «di una fabbrica di elettori» e preme «per garantire che il concetto di respingimento alle frontiere si applichi anche agli ingressi via mare».

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