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Politica estera

Francia rossa. Vogliono vietare pure i miliardari

Panot dice che 13.335 famiglie soggette alla patrimoniale sugli immobili non pagano l’imposta sul reddito in Francia

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Poche settimane fa Antonio Tajani sosteneva che la sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani, ora in Francia si fanno le prove generali. E si stanno già palesando proclami e programmi che ricalcano lo schema di un’ossessione: quella per i ricchi, pensando di guadagnare consensi indicando un nemico agli elettori. Stavolta non si tratta «solo» del rilancio della super-patrimoniale bocciata in Assemblée, la famigerata tassa Zucman, l’imposta del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro che colpirebbe 1.800 contribuenti, cavalcata dal Ps. Ma si tratta di tasse di successione e «cancellazione» dei ricchi.

Ecco le ricette economiche della nuova gauche d’Oltralpe, che reinterpreta lo slogan di chi voleva abolire la povertà e vuole applicare la soluzione finale a chi se la passa bene. Per Manon Aubry, eurodeputata mélenchoniana della France Insoumise, «tassare i ricchi non è sufficiente». Vuol «vietare i miliardari» perché «sono una piaga». Se si mettono al bando «non ci saranno più persone che controllano i media e distruggono il pianeta», sostiene. Dichiarazioni applauditissime all’università d’estate dei mélenchoniani, che fanno il paio con quelle di Mathilde Panot, collega di partito della sinistra-sinistra intenta a disegnare i programmi per Mélenchon, che i sondaggi danno secondo, al primo turno, dopo Le Pen.

Panot dice che 13.335 famiglie soggette alla patrimoniale sugli immobili non pagano l’imposta sul reddito in Francia. E che «la maggior parte dei ricchi non merita di essere miliardaria, sono super-eredi. E noi prenderemo tutto ciò che ha un valore superiore ai 12 milioni di euro». C’è poi l’idea di aumentare i salari tassando le eredità più importanti: la proposta del neocandidato della gauche più moderata, Raphaël Glucksmann. Il battitore semi-libero che dai socialisti si è sganciato per dar vita al «Place Publique» corre per l’Eliseo sperando di poter recuperare 15 miliardi tassando l’1% delle eredità più grandi. «Tassando di più le mega-eredità, l’1% più grande, il 99% delle eredità non verrà toccato, ciò ci permetterà di recuperare 15 miliardi che trasferiremo sulle buste paga dei lavoratori».

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