Friedrich Merz è intervenuto oggi a Bundestag in uno degli interventi politicamente più difficili del suo mandato dopo la schiacciante sconfitta in Sassonia-Anhalt, dove a trionfare è stata AfD. Una Caporetto per la CdU da lui guidata, che rispetta il cambiamento di fronte dei tedeschi stanchi di promesse troppo tiepide e comunque mantenute. AfD in questo momento si rivolge alla pancia del Paese e il suo programma, molto duro sul fronte dei migranti, piace ai tedeschi, che vedono la Germania scivolare rapidamente verso il baratro identitario. Rivolgendosi alla co-presidente dell’AfD, Alice Weidel, durante il suo intervento, il cancelliere ha detto che “la maggioranza assoluta non ce l’avete e non la otterrete neppure in Germania”.
Un’affermazione forte che espone Merz a smentite, perché gli equilibri in Sassonia-Anhalt potrebbero muoversi in modo diverso rispetto a come da lui auspicato. “In nessun luogo della Germania otterrete la maggioranza con questa politica”, ha ribadito Merz, che poi si è rivolta direttamente alla leader di AfD: ”Lei è e rimane, signora Weidel, una forza distruttiva”. Il cancelliere ha inoltre accusato l’AfD di aver chiesto al candidato di punta del partito in Sassonia-Anhalt di cercare una maggioranza dopo il voto, nonostante avesse promesso in campagna elettorale di governare soltanto in presenza di una maggioranza assoluta dei seggi. Va anche detto che all’AfD mancano una manciata di seggi per poter governare e pare che proprio un politico della CdU potrebbe non opporsi e garantire al partito l’insediamento. Diversa è la governabilità.
Le accuse di Merz sono piovute forti sull’AfD, anche nel tentativo di recuperare credibilità per il suo partito e coalizione dopo il disastro in Sassonia-Anhalt, che ha portato tanti a chiedere perfino le sue dimissioni. “La vostra remigrazione non è altro che una pulizia etnica”, ha detto Merz esasperando i toni all’interno del Bundestag per provare a contenere le proteste per le politiche eccessivamente blande della sua amministrazione in materia migratoria. Infatti, il cancelliere ha ricordato che un lavoratore artigiano su sei in Germania ha un background migratorio, ma questo dovrebbe essere un elemento di allarme per l’economia tedesca e la sua tradizione, non un punto da segnare in tabella, avvertendo quindi che l’attuazione del programma dell’AfD sulla remigrazione avrebbe pesanti conseguenze sull’economia tedesca: “Nessuna casa di riposo, nessun ospedale, nessun ristorante potrebbe continuare a operare”.
Una sorta di ricatto morale nei confronti dei tedeschi ma anche l’ammissione che l’economia della Germania è legata a doppio filo all’immigrazione. Merz ha poi ribadito che all’interno del governo c’è consenso sulle espulsioni dei migranti illegali. Il discorso del cancelliere è stato più volte interrotto da grida e contestazioni dai banchi dell’AfD. A intervenire è stata la presidente del Parlamento tedesco, Julia Kloeckner, che ha richiamato i deputati all’ordine. “Ascoltare non è il vostro forte. Volete destabilizzare il nostro Paese”, ha rincarato Merz. Un discorso della disperazione, quasi, in un contesto politico tedesco molto complicato da gestire.
