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Politica estera

Guerra ucraina via il trilaterale. Donald: “Vicini a un accordo”

Il negoziatore di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, è stato ricevuto alla Casa Bianca, i negoziatori del Tycoon Witkoff e Kushner assicurano che l’Europa “sarà coinvolta” ma Bruxelles è furioso di fronte all’intervententismo a senso unico degli Stati Uniti

US President Donald Trump speaks to the media upon arriving on Air Force One at Palm Beach International Airport in West Palm Beach, Florida on November 6, 2026. (Photo by Alex WROBLEWSKI / AFP)

«Siamo vicini, sarà un grande e magnifico accordo». Così Donald Trump verso il summit trilaterale di Abu Dhabi tra Russia, Usa ed Ucraina. Il negoziatore di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, è stato ricevuto alla Casa Bianca, i negoziatori del Tycoon Witkoff e Kushner assicurano che l’Europa «sarà coinvolta» ma Bruxelles è furioso di fronte all’intervententismo a senso unico degli Stati Uniti. «Con l’espressione architettura di sicurezza europea s’intende indicare di solito un ridimensionamento della Nato, gli addetti ai lavori lo sanno - fa notare un alto funzionario europeo - Rischiamo di ritrovarci al 2021», quando la Russia chiese a Usa e Nato di tornare allo status quo del 1997, smilitarizzando tutto l’Est Europa.

Gli ultimi capitoli dei negoziati Usa-Russia portati avanti da Witkoff e Kushner sono stati molto controversi. Lo scorso anno vennero resi noti i 21 punti per la pace, arrivati quasi interamente sotto dettatura del Cremlino. Ora secondo Kushner i cinque punti principali da concordare per la nuova architettura sono «consultazioni permanenti in materia di sicurezza, canali di comunicazione affidabili per la gestione delle crisi, maggiore trasparenza in ambito militare, misure reciproche per ridurre i rischi di escalation e un quadro solido per la sicurezza e la stabilità europea a lungo termine». L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas è stata molto chiara. «Qualsiasi accordo deve poi essere attuato e per l’attuazione è necessario il coinvolgimento dell’Europa: se non ne siamo parte, non lo attueremo». Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, ha elencato i suoi punti per Abu Dhabi: garanzie

di sicurezza per l’Ucraina, allentamento delle tensioni nel Mar Nero e questione energetica, il ritorno dei bambini rapiti, gli scambi di prigionieri di guerra, la preparazione dell’ordine del giorno per l’incontro tra i leader.

Parallelamente ai ministri, ieri vertice dei leader nordici-baltici mentre Mosca rimane sulle sue posizioni: «Quando si parlerà di sicurezza reciproca tra Russia e Ucraina sarà impossibile farlo senza gli europei pertanto, a quel punto, un dialogo sarà necessario ma non riescono nemmeno a decidere chi debba parlare con la Russia per loro conto, sono impreparati», ha detto il portavoce Dimitri Peskov. Anche la premier Giorgia Meloni spinge per la nomina di un inviato Ue per i negoziati che restano, comunque, in salita.

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