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Politica estera

I democratici hanno “nostalgia” del primo Trump: cosa c’è dietro al sondaggio che sorprende l’America

A sei anni di distanza, gli elettori dem giudicano più solida la democrazia del primo mandato e mostrano ancora fiducia nella tenuta del sistema elettorale.

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Ma durante il Trump 1.0 qual era lo stato della democrazia? Se dovessimo chiederlo agli elettori democratici, la risposta sarebbe un sorprendente “abbastanza buono”. La rilevazione non arriva da un think tank repubblicano vicino al tycoon, ma da un centro studi indipendente, il Bright Line Watch. Secondo una delle ultime rilevazioni dell’istituto, oggi i democratici hanno una visione più rosea dello stato della democrazia americana durante il primo giro alla Casa Bianca di The Donald di quanto ne avessero nel 2020.

La nostalgia dei democratici per il primo Trump

Bright Line Watch, che ha sentito sia cittadini comuni sia politologi, ha rilevato una forma di “nostalgia democratica” tra gli elettori di sinistra che risalta se confrontata con quanto dicevano alla fine del mandato, nel 2020. All’epoca Bright Line Watch rilevava che i dem avevano valutato la democrazia americana con un voto di 52 su 100 (su una scala dove 0 rappresenta il livello di democrazia più basso). Oggi, interrogati sul punteggio che avrebbero assegnato alla democrazia sei anni fa, danno un punteggio più generoso: 60 su 100.

In realtà, i dem hanno un ricordo migliore di tutti gli anni della presidenza Trump:

  • 2017: valutato all’epoca 56 su 100, oggi sale a 63 punti
  • 2019: valutato all’epoca 54 su 100, oggi sale a 59 punti
  • 2020: valutato all’epoca 52 su 100, oggi sale a 60 punti
  • 2021: valutato all’epoca 59 su 100, oggi sale a 63 punti

I numeri sono interessanti soprattutto se si considera bene cosa fu il 2020, o meglio il periodo compreso tra febbraio 2020 e gennaio 2021: la pandemia di Covid, l’estate delle proteste di Black Lives Matter, le combattute elezioni tra Trump e Biden di novembre e l’assalto del 6 gennaio al Campidoglio da parte di alcuni sostenitori del presidente uscente.

All’epoca gli allarmi per il collasso democratico del Paese suonarono molto forti. Da più parti si parlò di una torsione autocratica da parte di Trump, ma oggi il ricordo di molti è cambiato, complice l’alternanza alla Casa Bianca con Joe Biden e un sistema di pesi e contrappesi che ha retto.

Quanto si fidano oggi del sistema americano

Interrogati sul tipo di “regime” oggi presente negli Usa, i dem sembrano moderatamente fiduciosi:

  • Il 41% parla di elezioni libere ma pesi e contrappesi moderati
  • Il 32% di elezioni sbilanciate e contrappesi deboli
  • Il 16% ritiene che elezioni e contrappesi non siano più realmente funzionanti
  • L’11% vede elezioni libere accompagnate da controlli forti

Ad ogni modo, lo stesso lavoro di Bright Line Watch fotografa anche altro. Ad esempio, una certa fiducia nel processo elettorale. L’81% dei democratici si dice fiducioso che alle elezioni di metà mandato i voti saranno correttamente conteggiati nel proprio Stato, mentre la fiducia scende al 66% quando si parla del conteggio a livello nazionale.

I numeri mostrano un elettorato sicuramente preoccupato, ma forse meno timoroso dei vertici del Partito Democratico. In più, dimostrano anche un’altra cosa: il momento presente produce spesso sondaggi più pessimisti. Questo è interessante soprattutto se si intreccia con gli indici di gradimento di Donald Trump, particolarmente bassi negli ultimi mesi. Se è innegabile che carovita, prezzi dei carburanti, dazi e guerra in Iran mettano a dura prova molti elettori, democratici e repubblicani, è altrettanto vero che retroattivamente l’opinione può cambiare e che un giudizio negativo non si traduce automaticamente in un voto contro. Un fattore che alle midterm del prossimo 3 novembre potrebbe pesare.

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