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Politica estera

Il Canale di Suez, il Mediterraneo, il Nord Africa: così la Cina si insidia nel cortile di casa dell’Europa

La Cina ha rafforzato la sua presenza in Egitto, costruendo attraverso Mediterraneo e Nord Africa una nuova porta d’accesso al mercato europeo

xi jinping
epa13203851 Chinese President Xi Jinping attends a session of the Shanghai Cooperation Organization (SCO) Summit 2026 in Bishkek, Kyrgyzstan, 01 September 2026. The summit is held in Bishkek on 31 August and 01 September. EPA/VYACHESLAV PROKOFYEV/SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Dieci anni dopo l’ultima volta di Xi Jinping è tornato in Egitto per un’importante visita di Stato. Il presidente cinese è arrivato al Cairo in un momento particolare, ossia proprio mentre il Medio Oriente è sconvolto dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e le rotte commerciali della regione sono sotto pressione. Al centro dei colloqui con il leader egiziano Abdel Fattah Al Sisi ci sono stati sicurezza, commercio e infrastrutture, ma soprattutto il futuro di un’area che per Pechino rappresenta un ponte naturale verso il Mediterraneo, l’Africa e l’Europa. Il dossier più caldo riguarda presumibilmente il Canale di Suez: controllarlo resta una prerogativa egiziana, ma aumentare la propria presenza economica attorno a quel corridoio significa per la Cina avvicinarsi sempre di più al cuore logistico del Vecchio Continente.

Chinese President Xi Jinping arrived in Cairo today for his first state visit to Egypt in 10 years, as the two countries deepen economic and military ties.

Egypt has expanded cooperation with China in defense, ports, manufacturing and clean energy while seeking greater strategic… pic.twitter.com/mATKHwcfHl

— Clash Report (@clashreport) September 1, 2026

Cosa c’è dietro la visita di Xi in Egitto

Secondo quanto riportato da Associated Press Xi starebbe cercando di presentare la Cina come un fattore di stabilizzazione regionale, sfruttando anche i dubbi crescenti sulla solidità della tradizionale presenza americana in Medio Oriente. Non è un caso che l’Egitto sia diventato un connettore sempre più importante delle catene di approvvigionamento e un possibile punto d’appoggio per le aziende cinesi impegnate nello sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e dell’intelligenza artificiale.

Non è un caso neppure che Pechino e Il Cairo abbiano concordato l’avvio della terza fase della zona industriale sino-egiziana lungo il Canale di Suez, dove sono già presenti circa 200 aziende cinesi e investimenti per circa 4 miliardi di dollari.

La strategia della Cina

L’Egitto è il più grande debitore nordafricano della Cina: tra il 2000 e il 2023 i finanziatori pubblici cinesi hanno impegnato quasi 17 miliardi di dollari in 132 progetti nel Paese. Pechino ha inoltre partecipato alla costruzione di infrastrutture, trasporti e nuovi poli industriali, mentre Il Cairo punta a trasformare il territorio egiziano in una piattaforma produttiva ed esportatrice per le aziende asiatiche.

L’obiettivo del Dragone è chiaro: non limitarsi a vendere prodotti all’Egitto, ma fabbricarli sul posto e da qui raggiungere altri mercati. È una logica perfettamente compatibile con la Belt and Road Initiative e con la posizione geografica egiziana. A nord c’è il Mediterraneo, a est il Mar Rosso, a sud il continente africano. E a poche migliaia di chilometri ci sono i porti dell’Europa meridionale.

Pechino e il Medio Oriente

Durante l’incontro con Sisi, Xi ha invitato i Paesi mediorientali a opporsi alle interferenze esterne e a rafforzare il dialogo regionale sulla sicurezza. “I popoli del Medio Oriente sono padroni dei propri affari”, ha detto il leader cinese, secondo quanto riportato da Xinhua.

Pechino si è inoltre detta pronta a collaborare per proteggere la sicurezza delle rotte marittime internazionali.

Allo stesso tempo Cina ed Egitto hanno svolto esercitazioni aeree con i caccia J-16 cinesi e i Rafale egiziani, un segnale raro di cooperazione militare tra Pechino e un Paese tradizionalmente legato a Washington.

A dangerous rapprochement: China has sent J-16 fighter jets to take part in a joint air exercise with Egypt. ✈️⚠️ Military cooperation between Cairo and Beijing continues to deepen pic.twitter.com/Q1rs20cBM4

— DDF NEWS (@ddfmarketing1) August 21, 2026

In tutto questo è fondamentale ricordare che l’Egitto non sta scegliendo Pechino contro Washington, ma sta cercando di ampliare i propri margini di manovra, mantenendo rapporti con entrambi. Per Xi è un’opportunità preziosa. La Cina può così costruire un sistema di collegamenti che dal Mar Rosso arriva al Mediterraneo e, attraverso il Nord Africa, si avvicina al mercato europeo.

“La Cina vede l’Egitto come un connettore molto importante delle catene di approvvigionamento per le industrie del futuro”, ha spiegato Ahmed Aboudouh a Bloomberg. La visita di Xi nel cuore del Mediterraneo rappresenta un chiarissimo messaggio per l’Europa.

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